Non verrà realizzato l’hotspot per l’accoglienza ai migranti, i cui lavori sono partiti alcune settimane fa, dentro il porto commerciale. A confermare le voci degli ultimi giorni è stato stamattina il sottosegretario all’Interno, Carlo Sibilia, che ha tenuto una conferenza stampa insieme al sindaco Cettina Di Pietro in cui ha affermato che i nuovi moduli prefabbricati che fanno parte dell’appalto non saranno mai sistemati nello spazio accanto alla palazzina dell’Autorità sistema portuale, dove avrebbe dovuto nascere il nuovo hotspot se si fosse dato seguito all’appalto voluto dal precedete Governo di 2 milioni e 217 mila euro, ma verranno spostati in altri sedi, laddove ci sarà bisogno di migliore e potenziare quel strutture dell’accoglienza già esistenti.
“Il 13 settembre c’è stata la comunicazione da parte del Ministero dell’Interno della sospensione del bando che affidava la costruzione dentro il porto dell’hotspot, una struttura di cui ho non si ha bisogno avendo ridotto, questo Governo, gli sbarchi dell’80% – ha detto Sibilia – Con questo stop abbiamo prodotto tre effetti: il primo di evitare un potenziale spreco di strutture inutilizzate per un valore di 2.150.000 di euro, il secondo di dare seguito alle reiterate richieste del Consiglio comunale del Sindaco, dell’Autorità portuale e, quindi, di tutta la comunità di Augusta e un terzo effetto, quello sicuramente più forte: liberare un’area commerciale nel porto di Augusta di circa 9 mila metri quadrati che finalmente potrà generare migliaia di euro di fatturato ma, soprattutto, nuovi posti di lavoro. Tutto questo è stato possibile solo grazie alla sinergia tra il ministero dell’Interno, la comunità locale e il prezioso lavoro che la prefettura ha svolto e svolgerà sul territorio. A chi inventa finte divisioni rispondiamo con i fatti”.
“Con sbarchi ridotti dell’80% dal Governo non ci sono più le esigenze per poter avere un hotspot dentro lo scalo commerciale – le parole del sindaco Cettina Di Pietro – Per questo c’è stata una fitta interlocuzione per bloccare un appalto che risultava inutile”. Ha, inoltre, ricordato il primo successo dell’anno scorso di liberare il Comune, in dissesto, dalle incombenze sulle gestione economiche e i salti mortali fatti dal 2013 da tutto il territorio che è stato accogliente e aperto “e continuerà a ad essere anche con le nuove politiche del Governo perchè non c’è nessuna intenzione di non fare entrare i richiedenti asilo chi ha diritto. Quello che ho sempre sostenuto è che la Sicilia doveva essere considerata porta d’Europa e fino ad ora è stata lasciata da sola”
Sulla vicenda è intervenuto anche il vicepresidente dell’Ars Giancarlo Cancelleri. “Le misure messe in atto dal Governo nazionale per il porto di Augusta sono la prova che al centro dell’agenda politica del Governo del cambiamento c’è il rilancio dell’economia siciliana. Con lo stop alla costruzione dell’hotspot il porto di Augusta può tornare alla sua vocazione naturale, che è quella di porto commerciale, di traffico e scambio di merci, al centro del Mediterraneo. Il Governo Conte – ha concluso – si è insediato da meno di quattro mesi, ma sta già dando al paese e alla Sicilia risposte importanti, che vanno nella giusta direzione: creare nuove opportunità di lavoro e rilancio dell’economia dell’Isola”.
I deputati M5S del Siracusano all’Ars Stefano Zito e Giorgio Pasqua commentano positivamente lo stop al progetto per la costruzione di un hotspot ad Augusta: “piano, piano si sta cominciando a cambiare rotta per i territori. Quello di cui ha bisogno Augusta non è un hotspot, ma il rilancio del porto commerciale. “Il lavoro serio paga sempre. Non abbiamo bisogno di dire faremo, noi agiamo. Il Governo Conte ha agito e risolto. L’annuncite è una patologia a cui siamo immuni”.