Augusta, “salari non pagati e accordi non rispettati”: protestano i lavoratori della Tencomec davanti le portinerie Sasol

I lavoratori della ditta, che non lavora dentro lo stabilimento chimico dove oggi non sono entrate le ditte dell’ indotto, chiedono risposte dai titolari della Tecnomec

Protesta stamattina degli operai della Tecnomec, la ditta di manutenzione industriale che fa parte del consorzio Sinergo (ex Set impianti), davanti le portinerie della Sasol. I lavoratori denunciano che, pur lavorando regolarmente dentro la Lukoil, non percepiscono lo stipendio alcuni anche da gennaio e che la azienda di Gela che è subentrata “non rispetta gli accordi stabiliti dal giudice di Catania – spiega Sebastiano Cilio, reggente Fiom provinciale- mentre nello stesso consorzio un’azienda ha salari in regola. I lavoratori sono arrivati al collasso, non hanno neppure i soldi del carburante e sono impegnati alla Lukoil con cui tra 15 giorni scade il contratto. Oltre ai 27 della Tencomec, alcuni anche distaccati alla Sasol, ce ne sono altri 27  assunti con l’azienda interinale Alma poi fallita e anche loro lavorano anche per il gruppo Sinergo e debbono percepire il salario”.

I lavoratori già hanno protestato un paio di settimana fa davanti all’Isab Nord e si dicono pronti a portare avanti al loro protesta davanti alle portinerie della azienda chimica, dove stamattina non sono entrate le ditte dell’indotto che hanno mostrato solidarietà, fino a quando non avranno risposte positive da parte dei responsabili della Tecnomec. “Ci auguriamo di aver quanto prima risposte positive per i lavoratori“- ha aggiunto il sindacalista

Ma ulteriori problemi potrebbero esserci anche per le altre ditre del consorzio. “Quello che ci allarma è che abbiamo saputo dal tribunale di Catania che c’è un mandato esecutivo del ritiro dell’acquisizione all’asta della Sinergo e noi lavoratori siamo preoccupati perchè temiamo di tornare sulla strada – dice Nilo Settipani, lavoratore della Simont, una delle tre ditte che fa parte del consorzio Sinergo  e che, invece, lavora per la  Sasol- Cosi facendo stanno mettendo a rischio anche la Simont, che è l’unica che paga regolarmente i lavoratori e che non ha alcun problema, per questo sono pronto a fare un sit-in di protesta se dovesse essere ritirata l’acquisizione“.

Settipani, inoltre, sottolinea come i lavoratori per i sette mesi passati precedenti all’acquisizione non hanno percepito un euro né avuto ammortizzatori e “nessuno ha saputo risolvere il problema dei 123 lavoratori, né i sindacati né la politica”.


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