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Augusta: Sequestrato Un Caseificio In Contrada San Fratello

Nella mattinata odierna, Agenti del Commissariato di P.S. di Augusta hanno posto sotto sequestro un caseificio sito in c.da San Fratello. Il sequestro è il frutto dell’ultimo troncone di indagini che ha portato a scoprire numerose violazioni di legge nel pascolo di animali, nella fornitura di latte, nella richiesta di contributi comunitari etc.

Infatti, nell’agosto 2008 si arrivò al sequestro di circa 100 animali di un allevatore augustano che, con la registrazione presso l’agenzia delle entrate di Augusta di fantomatici contratti verbali di affitto di fondi agricoli, richiedeva contributi comunitari.

Le indagini hanno accertato che non esisteva alcun contratto di affitto – alcune volte gli asseriti affittuari erano morti anni prima – e che l’allevatore, S.L., non era in regola con le norme che regolano il pascolo, costruendo una stalla abusiva e non rispettando alcuna regola relativa allo smaltimento dei rifiuti soliti industriali.

Nel gennaio scorso, si è accertato che un allevatore di Floridia, C.N., al quale i competenti uffici sanitari avevano imposto l’abbattimento di tutti i capi di bestiame poiché affetti da brucellosi, aveva effettuato la denuncia di furto per sottrarsi all’esecuzione di tale obbligo. A seguito di indagini di polizia giudiziaria, gli Agenti del Commissariato di Augusta hanno accertato che la denuncia era falsa ed hanno ritrovato tutti gli ovini che erano stati nascosti in appezzamenti di terreno non facilmente raggiungibili, avviando 180 animali al prescritto abbattimento.

Le indagini hanno portato ad accertare che i sopra citati allevatori, nonché altri operanti nel comune di Sortino, conferivano al caseificio in argomento il latte degli animali, malgrado le aziende zootecniche non fossero in regola.

Nelle prime ore di oggi si è proceduto al sequestro preventivo di tutti gli spazi in uso al caseificio, alla campionatura del latte ivi presente e di tutti i prodotti caseari rinvenuti, grazie al contributo dell’istituto di igiene e profilassi di Catania.
L’ipotesi accusatoria sopra descritta trova numerosi riscontri in alcune riprese video nelle quali si è assistito al materiale conferimento di latte che si sapeva essere infetto da brucellosi e nelle dichiarazioni di numerosi allevatori che hanno conferito latte malgrado non fossero in regola con le normative relative all’utilizzo di latte proveniente da stabilimenti non zootecnici e non abilitati o da animali affetti da brucellosi.

I campionamenti, eseguiti sui prodotti caseari in produzione e in vendita nell’annesso esercizio commerciale, porteranno ad accertare se i prodotti sequestrati possano aver messo in pericolo la salute e l’igiene pubblica.
 


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