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Augusta, sospensione temporanea del notaio Coltraro: la Cassazione respinge il ricorso

È stato dichiarato inammissibile dalla Suprema Corte il ricorso dell’ex parlamentare regionale contro il Consiglio notarile di Siracusa

È inammissibile il ricorso presentato dal notaio Giambattista Coltraro contro il Consiglio notarile di Siracusa, che nel 2018 sospese temporaneamente dall’ attività, nell’ambito di un provvedimento disciplinare, il professionista di origini messinesi, con studio ad Augusta fino a qualche anno fa, indagato e poi condannato in primo grado per l’operazione “Terre emerse”, coordinata dalla Procura di Siracusa. Lo ha stabilito la seconda sezione civile della Corte suprema di Cassazione, presieduta da Rosa Maria Di Virgilio, – consigliere relatore Luigi Abete- che ha anche condannato il notaio a rimborsare al Consiglio notarile di Siracusa le spese di giudizio pari a 4700 euro.

I fatti risalgono al 2018 quando la Commissione amministrativa regionale di disciplina (Coredi) dei notai per la Sicilia, con decisione del 27 marzo a definizione, tra l’altro, del procedimento cautelare del 2018, accoglieva la richiesta formulata dal presidente del Consiglio notarile di Siracusa del 19 gennaio 2018 disponendo la sospensione, in via cautelare, dall’esercizio delle funzioni notarili nei limiti di legge, ovvero per il periodo di 5 anni.  Contro questa decisione Coltraro proponeva  reclamo alla Corte d’Appello di Palermo, che rigettava il ricorso  condannando il ricorrente al pagamento delle spese, ritenendo incontestabile  la sussistenza del “fumus boni iuris” e del “periculum in mora”.

Anche contro questa ordinanza il professionista a  dicembre 2019 ha proposto ricorso, dichiarato inammissibile dalla  Cassazione di Roma, che evidenzia come nel terzo motivo del ricorso si “dà atto che la Coredi nel procedimento di merito successivo a quella cautelare, sulla base dei medesimi fatti, ha inflitto una sanzione meno afflittiva (tre mesi più 3 mesi di sospensione) rispetto a quanto originariamente previsto con il ricorso provvedimento cautelare richiamato”.

La Corte spiega che “il principio contenuto nell’articolo 100 cod. proc. Civ, secondo il quale per proporre una domanda o per resistere ad essa è necessario avervi interesse – si legge nella sentenza  pubblicata nei giorni scorsi- si applica anche al giudizio di impugnazione in cui l’interesse ad impugnare una data sentenza o un capo di essa va desunto dall’ utilità giuridica che dall’eventuale accoglimento del gravame possa derivare alla parte che lo propone e non può consistere nella sola correzione della motivazione della sentenza impugnata ove non sussista la possibilità, per  la parte che l’ha fatta, di conseguire  un risultato utile e giuridicamente apprezzabile. In questi termini e alla luce dei rilievi in fatto dapprima premessi il ricorrente non ha alcuna possibilità di conseguire mercè l’ esperito ricorso per Cassazione  un qualsivoglia risultato utile e giuridicamente apprezzabile”.

Coltraro che, nel 2012 fu eletto alla Regione con la lista Movimento popolare Crocetta Presidente, passando poi al Gruppo parlamentare Sicilia democratica e all’Udc, nel 2015 fu indagato nell’operazione “Terre emerse”, conclusa con l’arresto di 11 persone per l’acquisizione illecita di terreni del valore di circa 3 milioni di euro. Secondo l’accusa avrebbe rogato atti pubblici falsi per favorire un’organizzazione criminale che, acquisendo la disponibilità di oltre 2 mila ettari di terreno appartenenti ad ignari proprietari e, con la complicità di ispettori dell’Agea, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, avrebbe conseguito erogazioni pubbliche per oltre 200 mila euro.

La sua posizione è stata stralciata rispetto a quella degli altri imputati, a gennaio 2021 il Tribunale di Siracusa lo ha condannato, in primo grado, a 6 anni e 5 mesi per falso in atto pubblico, ma l’ex deputato ha sempre rigettato le accuse, ribadendo in più occasioni di aver messo la propria firma a quelle compravendite perché regolari. Da tempo non esercita più ad Augusta ma a Milano e Buccinasco.

 


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