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Augusta, traffico internazionale di droga e operazione “Cafè blanco”: tre condanne

Secondo l’accusa i tre augustani sarebbero stati gli intermediari a livello locale della droga che arrivava in Italia dalla Colombia

Si è concluso con 4 condanne e un ‘assoluzione il processo relativo all’operazione “Cafe blanco” che ha portato in carcere, due anni fa, 11 persone tra cui tre augustani, accusati di associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di droga, soprattutto cocaina ed ecstasy, tra la Colombia e la Sicilia orientale. Si tratta di Desireè Angela Settipani, Federica Di Grande e Antonino Spinali, condannati la prima a 10 anni e 2 mesi e i restanti a 6 anni e 9 mesi ciascuno dalla prima sezione penale del tribunale di Messina, presieduta dal giudice Rita Sergi che ha emesso la sentenza l’altro ieri, accogliendo solo parzialmente la richiesta di condanna della pm a 13 anni e 9 mesi e non riconoscendo l’aggravante della transnazionalità, dell’avere cioè rapporti con organizzazioni di narcotraffico di altre nazioni.

Oltre ai tre, che hanno scelto  di essere giudicati con il rito ordinario rispetto agli altri imputati,  che invece avevano optato per l’abbreviato ed erano già stati condannati l’anno scorso, è stata condannata a 11 anni anche la cittadina cubana Magalys Sanchez Hechevarria mentre il netino Pasquale Interlando è stato assolto con formula piena.

I fatti risalgono a tre anni fa quando con l’operazione “Cafè blanco”, condotta dai finanziari del Gico del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Messina e coordinata dalla Dda peloritana, fu sgominata un’organizzazione criminale dedita al traffico internazionale di sostanze stupefacenti che dalla Colombia esportava droga in Europa, transitando per Messina, arrivando a Catania e anche nel mercato del siracusano con metodi di trasporto anche fantasiosi in  valigette con doppi fondi e “sostanza” nascosta tra i chicchi di caffè.

Gli arresti erano, infatti, scattati dopo il sequestro di circa un chilo di cocaina spedito dentro un pacco di chicchi di caffè  dalla Colombia  attraverso due intermediari che facevano frequenti viaggi: il dominicano Carlos Manuel Ramirez De La Rosa e la compagna Magalys Sanchez Hechevarria, il pacco sequestrato  era destinato prima ai messinesi Tindara Bonsignore e Antonino Di Bella, condannati l’anno scorso rispettivamente e 9 anni e a 11 anni e 4 mesi e poi ad Alfio Zappalà (22 anni di reclusione) e Carmelo Antonio Sangricoli (9 anni), i soci catanesi della coppia.

Gli spacciatori e gli intermediari a livello locale, secondo i finanzieri e la Dda messinese, erano appunto Spinali, Settipani e Di Grande che a luglio del 2019 furono arrestati e poi posti ai domiciliari, ma per la difesa delle giovane Di Grande, rappresentata dagli avvocati Fabiola Fuccio e Puccio Forestiere, “i giovani, invece, erano consumatori  mai trovati in possesso di sostanza stupefacenti e, quindi, vittime del sistema. Siamo soddisfatti perchè sono state totalmente dimezzate le richieste di condanna del pm Antonella Fradà. Faremo appello non appena verranno depositate le motivazioni” – ha commentato l’avvocato Fuccio

Antonio Spinali è stato difeso dall’ avvocato Ivan Chiaramonte del Foro di Catania, Desireè Settipani dal legale augustano Corrado Amato, Pasquale Interlando dall’avvocato Junio Celesti.


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