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Aumenta il numero dei contagiati da coronavirus in Sicilia, ma resta solo uno quello in provincia di Siracusa

Cinque i casi a Palermo, tutti riconducibili alla comitiva di turisti arrivati da Bergamo. Uno in provincia di Siracusa, due a Ragusa e gli altri a Catania

Aumenta il numero dei contagiati da coronavirus in Sicilia: i casi adesso sono diciotto, 15 dei quali asintomatici. Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle 9 di oggi, in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana alla Unità di crisi nazionale e reso noto dall’assessore regionale alla Sanità Ruggero Razza durante il tavolo di coordinamento tra Regione, Anci, prefetture, Protezione civile e città metropolitane.

Si tratta di casi collegati al focolaio lombardo, oltre al gruppo costituito da docenti di Catania che hanno partecipato a un incontro a Udine. Cinque quindi a Palermo, tutti riconducibili alla comitiva di turisti arrivati da Bergamo. Un caso in provincia di Siracusa, due a Ragusa e gli altri a Catania. Dopo i tre docenti della facoltà di Agraria infettati dal coronavirus durante un convegno al quale hanno partecipato a febbraio a Udine, in quarantena anche un intero reparto dell’ospedale Cannizzaro di Catania.

Dall’inizio dei controlli, i laboratori regionali di riferimento (Policlinici di Palermo e Catania) hanno effettuato 367 tamponi, di cui 349 negativi. Al momento, quindi, sono stati trasmessi all’Istituto superiore di sanità 18 campioni, di cui quattro già validati (tre a Palermo e uno a Catania). Risultano ricoverati 5 pazienti (tre a Palermo e due a Catania), mentre 13 sono in isolamento domiciliare. Il prossimo aggiornamento ufficiale da parte della Regione sarà diffuso domani.

Si sta lavorando intanto per incrementare il numero dei posti in terapia intensiva e a pressione negativa per essere pronti ad un eventuale aumento dei casi. Sia a Palermo sia a Catania sono state individuate aree se dovessero essere necessarie quarantene di gruppi.

Sanificazione dei locali dell’ex Provincia. Il Libero consorzio comunale di Siracusa ha già recepito le disposizioni nazionali e regionali per quanto riguarda il coronavirus. Stamane, però, il commissario straordinario dell’ente, Domenico Percolla, ha voluto incontrare i capi settore e la responsabile del servizio prevenzione e protezione dell’ex Provincia per fare il punto della situazione e per mettere in campo ulteriori iniziative per proteggere i dipendenti e gli utenti. La responsabile del servizio prevenzione e protezione sta provvedendo ad elaborare un decalogo a cui tutti dovranno attenersi per rendere più sicuro il rapporto tra i dipendenti e gli utenti. Contestualmente si procederà ad una sanificazione di tutti gli ambienti attraverso le imprese che già svolgono il servizio di pulizia dei locali dell’ex Provincia. In corso l’attività per dotare tutti i servizi dei vari prodotti igienizzanti per garantire maggiore sicurezza. Né panico né allarme, dunque, ma grande attenzione e forme di prevenzione per fronteggiare la diffusione del virus.

Notizie dalla Regione. Il numero verde 800.458.787 – appositamente attivato dal governo Musumeci per l’emergenza Coronavirus – viene ancora potenziato con ulteriori 28 linee telefoniche a cui risponderanno medici e volontari della Protezione civile. Verranno configurati anche alcuni messaggi automatici che permetteranno di fornire pronta risposta alle domande più frequenti, rendendo disponibili così gli operatori per le richieste che necessitano approfondimenti particolari.

Rendiamo ancora più efficiente – sottolinea il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci – un servizio che, in questi giorni, ha molto supportato la richiesta di aiuto e chiarimenti formulata dalla popolazione, non solo siciliana. Sono state oltre quattromila, in meno di una settimana dalla sua istituzione, infatti, le telefonate ricevute. Per questo motivo voglio rivolgere un apprezzamento e un plauso particolare agli operatori e ai volontari che si stanno prodigando per orientare, rassicurare e fornire indicazioni utili agli utenti”.

Le domande che giungono alla Sala operativa sono tra le più svariate: dalle richieste degli amministratori locali e dei dirigenti scolastici sulle attività amministrative da porre in essere, alle modalità attraverso cui operare la sanificazione di scuole e uffici, alla certificazione sanitaria per i casi di quarantena. Molti anche i quesiti sullo stato di saluto o l’obbligo di autodenuncia per quanti sono giunti in Sicilia. Tra le domande più attuali quelle relative all’obbligo di comunicazione che discende dal decreto del presidente del Consiglio dei ministri del primo marzo.

Le telefonate ricevute – sottolinea il capo della Protezione civile della presidenza della Regione Calogero Foti – hanno raggiunto anche picchi di 150 all’ora per ciascun operatore, con una richiesta di qualificazione e competenze che vanno anche oltre le funzioni ordinariamente svolte dal servizio. Per non intasare le linee è utile sottolineare che l’obbligo di comunicazione al sistema sanitario riguarda, esclusivamente, coloro che provengono dalle zone a rischio attualmente individuate in Cina, Giappone, Corea del Sud e Iran. O da uno dei Comuni italiani indicati nel decreto ministeriale: Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione d’Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei Passerini (per la Lombardia) e Vò (in Veneto). Tutti i viaggiatori devono tenere un comportamento responsabile e, se possibile, mantenere una quarantena volontaria per ridurre ogni possibile rischio di propagazione del virus. Al fine di contribuire al monitoraggio della situazione complessiva risulta utile che quanti entrino in territorio siciliano compilino la scheda predisposta dall’assessorato alla Salute disponibile sul sito www.costruiresalute.it». Il sito dedicato è www.siciliacoronavirus.it

Le raccomandazioni da Roma. Niente abbracci e strette di mano. Il Comitato scientifico sul coronavirus voluto dal premier Giuseppe Conte ha diffuso una serie di raccomandazioni utili a contenere il contagio da Covid19, che potrebbero integrare il Dpcm del primo marzo. Si va dunque verso un giro di vite nelle misure anti-epidemia, visto che – a quanto si apprende – il comitato scientifico “è molto preoccupato” per la’attuale situazione. Gli avvertimenti valgono per tutta l’Italia per i prossimi 30 giorni, anche se sono da rivalutare ogni 15 giorni.

Alcune raccomandazioni riguardano la popolazione anziana: le persone che hanno oltre 75 anni e quelle che ne hanno più di 65 e sono ammalate sono invitate a non frequentare luoghi affollati, dice il Comitato. Ci sono poi regole valide per tutti, indipendentemente dall’età e dallo stato di salute: gli esperti raccomandano di evitare, quando possibile, abbracci e strette di mano, e di mantenere la distanza di un metro dalle altre persone. Evitare anche gli scambi di bottiglie, bicchieri in particolare durante attività sportive.

Chi ha febbre – anche solo poche linee e anche se non è stato nelle zone a rischio contagio o non ha mai avuto contatti con possibili positivi – è invitato a restare in casa ed evitare rapporti sociali. Anche questo avviso vale per tutta la popolazione di qualsiasi fascia di età. Si raccomanda poi di starnutire o tossire all’interno di un fazzoletto, evitando il contatto delle mani con le secrezioni.

Il Comitato propone poi eventi sportivi a porte chiuse per 30 giorni e stop quindi a ogni tipo di manifestazione che non consente di osservare la distanza di sicurezza di un metro. Inoltre “si richiede ai Comuni, agli enti territoriali, alle associazioni culturali, associazioni sportive, al mondo della comunicazione di offrire attività ricreative individuali alternative, che promuovano e favoriscano le attività all’aperto (senza assembramenti) o al proprio domicilio”.


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