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Auteri (Dc): “Turismo è un’industria, Siracusa impreparata. Strade, rifiuti e liti politiche frenano lo sviluppo”

Il deputato regionale della Democrazia Cristiana Carlo Auteri traccia un bilancio di fine anno e non risparmia stoccate, sia sul fronte amministrativo che su quello interno ai partiti

Ripartire da bilancio, territorio e turismo, ma anche fare i conti con le turbolenze politiche regionali e nazionali. Nell’ultima intervista rilasciata a Siracusa News, il deputato regionale della Democrazia Cristiana Carlo Auteri traccia un bilancio di fine anno e non risparmia stoccate, sia sul fronte amministrativo che su quello interno ai partiti.

Auteri parte dal lavoro in corso all’Assemblea regionale siciliana sulla legge di stabilità. Il deputato rivendica l’approvazione in Commissione bilancio dei fondi per la CRIAS, lo strumento di sostegno a artigiani e commercianti. “Da anni – spiega – il capitolo non veniva rimpinguato, è una boccata d’ossigeno per chi vuole aprire una piccola attività“.

Altro fronte, quello agricolo: l’obiettivo è alleggerire i costi dell’energia elettrica a carico delle aziende del settore. Per la provincia di Siracusa, Auteri annuncia la proposta di un capitolo specifico per screening sanitari nei comuni di Augusta, Priolo e Melilli, area a rischio industriale, con particolare attenzione alle patologie connesse all’inquinamento.

Capitolo a parte per i forestali: Auteri ricorda l’emendamento presentato da Dc e Lega con l’assessore Luca Sammartino, che stanzia 41 milioni di euro per l’aumento delle giornate lavorative. “Non è la soluzione di tutti i problemi – ammette – ma un passo avanti in termini di dignità per questi lavoratori“. Sul Corpo Forestale Auteri ha anche rivendicato l’avvio del primo concorso con l’immissione di nuove unità in divisa e la riapertura di presidi oggi sguarniti.

La parte centrale dell’intervista è dedicata al turismo, tema emerso nel convegno CNA “Destinazione Siracusa”. Auteri cita lo studio presentato in quell’occasione, spiegando come il vero nodo non sia solo di offerta, ma di mancanza di visione condivisa. “Ogni comune si muove da solo, non esiste una gestione integrata del patrimonio” prosegue.

Auteri fa l’esempio di Sortino, porta di accesso alla necropoli di Pantalica: un patrimonio enorme – ricorda – che dovrebbe essere al centro dei percorsi turistici insieme a Ferla e Palazzolo, mettendo in rete natura, archeologia, barocco, fiume e gastronomia. Il problema, però, non è solo di promozione ma di accessibilità: strade dissestate, collegamenti complessi, siti non sempre fruibili. Da qui la critica: “la provincia non ha ancora metabolizzato che il turismo è un’industria. Non si tratta solo di accogliere il turista, ma di garantire servizi, infrastrutture e collegamenti“.

Il parlamentare regionale della Dc lega il tema anche al ruolo del Libero Consorzio (ex Provincia), che definisce “fondamentale per il controllo del territorio”, ricordando lo sblocco di fondi per oltre 11 milioni di euro destinati alla viabilità provinciale. Su strade e decoro, il deputato torna con toni duri sull’abbandono dei rifiuti lungo le provinciali: parla di “reato ambientale” e punta il dito contro chi getta sacchetti dal finestrino in aree vicine a siti archeologici.

Da qui la riflessione su Siracusa Risorse, la partecipata del Libero Consorzio. Per Auteri l’azienda potrebbe essere “il braccio operativo per pulizia e manutenzione del territorio“, ma oggi soffrirebbe di una gestione a suo dire non adeguata. Durante l’intervista viene toccato anche il tema delle nomine nella SAC, la società di gestione dell’aeroporto di Catania, da tempo al centro del dibattito politico.

Auteri condivide le critiche sul fatto che scelte strategiche vengano assunte mentre la Camera di Commercio, azionista di maggioranza, è commissariata. Più in generale denuncia il “peso catanese” e le conseguenze dell’accorpamento delle Camere di Commercio: “Quando perdi Siracusa e accorpi tutto a Catania, il baricentro si sposta lì“.

Secondo il deputato, la provincia avrebbe scontato anche una mancata azione preventiva da parte dei livelli locali nel rivendicare un ruolo nella governance della SAC. “Non è un problema di ultimi tre anni – afferma – ma il risultato di dieci anni di scelte e di sonni politici”.

Sul fronte politico, Auteri affronta il terremoto che ha colpito la Democrazia Cristiana dopo le vicende giudiziarie legate a Totò Cuffaro e la conseguente uscita forzata (dal presidente Schifani) degli assessori Nuccia Albano e Andrea Messina dalla Giunta regionale.

Il deputato parla di “ferita” e definisce i due ex assessori “persone perbene, che hanno lavorato bene e portato risultati“. Pur ribadendo il sostegno al presidente Renato Schifani e al governo regionale, non nasconde il dissenso sul metodo. “C’è stata poca eleganza – dice apertamente -, si poteva gestire diversamente, senza dare l’idea di un’epurazione dell’intera Dc”.

Allo stesso tempo rivendica i risultati dell’esecutivo: crescita economica, maggiore operatività dell’IRFIS, bandi per startup, sostegni alle imprese e opportunità per chi vuole tornare a investire in Sicilia. Ma ammette anche un “clima pesante” a Palermo.

Nella parte finale l’intervista scivola su toni più personali. Auteri anticipa il servizio di “Report” che domani lo vedrà protagonista insieme all’ex assessore Mario Messina, definendo quanto accaduto in passato un vero e proprio “killeraggio politico” interno. Senza giri di parole, indica nell’onorevole Luca Cannata colui che avrebbe alimentato campagne mediatiche contro di lui e altri esponenti, coinvolgendo giornalisti e collegando il suo nome a vicende che nulla avevano a che vedere con la sua attività parlamentare.

Il deputato sottolinea di aver chiesto scusa in passato per toni eccessivi usati in un momento di collera, ma ribadisce la propria difesa dell’onorabilità personale e familiare.

Quanto ai rapporti con la Lega/Prima l’Italia, Auteri parla di ottimi rapporti con l’assessore Luca Sammartino e con Giovanni Cafeo, ma al tempo stesso rivendica il proprio ruolo attuale. “Ho preso un impegno nel 2022 – conclude -, il mandato dura fino al 2027. Porto avanti il lavoro per il territorio, senza slogan”.


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