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Autonomia Camcom. Cafeo: “l’impegno unanime della deputazione siracusana non venga svilito da inutili campanilismi”

Per il parlamentare regionale, "le città Metropolitane non possono essere accorpate a centri più piccoli". Per Ugl Catania è "un blitz inquietante quello operato dalla politica"

“L’emendamento al decreto Sostegni-bis a firma della parlamentare Stefania Prestigiacomo e supportato da tutti i parlamentari espressione del nostro territorio, inerente un nuovo metodo di accorpamento delle camere di Commercio in Sicilia, seppur con qualche distinguo rappresenta comunque una buona notizia e si inserisce correttamente nel solco degli impegni assunti dall’intera deputazione regionale e nazionale, a tutela delle nostre imprese che, con l’evidente accentramento etneo di questi ultimi anni, hanno visto sminuita la capacità di ricevere dalla camera di commercio servizi e opportunità di sviluppo e investimenti come invece accadeva puntualmente in passato”. Lo dichiara l’On. Giovanni Cafeo, segretario della III Commissione Ars Attività Produttive.

“L’utopia dell’accorpamento delle camere del Sudest, mai del tutto concretizzato, ha avuto come principale conseguenza l’ipotesi di vendita dell’asset più strategico del territorio, ossia la società che gestisce l’aeroporto di Catania le cui ambite quote appartengono in parte proprio alla Camera di Commercio e alla ex provincia regionale di Siracusa – spiega l’On. Cafeo – senza dimenticare il già citato accentramento catanese della “supercamera”, con Ragusa e Siracusa ovviamente penalizzate”.

“Oggi, l’opportunità è quella di ristabilire un equilibrio tra l’inevitabile forza delle città metropolitane, le cui camere di Commercio non possono che essere indipendenti, e quelle del resto della Sicilia, rivalutando se necessario il criterio degli accorpamenti – prosegue l’On. Cafeo – al fine di impedire gli inevitabili inconvenienti logistici che si verrebbero a creare accorpando le Camere di Commercio di capoluoghi distanti tra loro centinaia di chilometri ma, al contempo, limitando se possibile i soliti campanilismi a priori da parte di alcune associazioni di categoria e dei sindaci che hanno già gridato allo scandalo per il timore di improbabili posizioni egemoniche della camera di Trapani o addirittura della stessa Siracusa”.

“Ancora una volta però in tutta questa vicenda spicca l’assordante silenzio del Governo Regionale, cui compete, se la norma dovesse essere approvata, la riorganizzazione del sistema camerale siciliano – conclude l’On. Cafeo – un silenzio che testimonia per l’ennesima volta l’intenzione del governo Musumeci di esporsi il meno possibile all’aumentare della spinosità delle vicende, una tecnica forse utile in campagna elettorale ma deleteria e controproducente se a subirla sono i cittadini siciliani”.

Sulla vicenda interviene anche la Ugl di Catania con il segretario Giovanni Musumeci, che non la pensa come Cafeo. “È un blitz inquietante quello operato dalla politica, un vero e proprio intervento a gamba tesa su un processo di accorpamento che stava iniziando a consolidarsi dopo le difficoltà iniziali. Anche noi stessi all’origine avevamo avuto qualche perplessità soprattutto dal punto di vista organizzativo ed economico, visto che si dovevano accorpare tre enti comunque di grande importanza sul territorio, ma con il tempo abbiamo riposto fiducia in un programma a lungo periodo indispensabile per  il rilancio e la valorizzazione di un’area rilevante economicamente come quella del Sud-est siciliano. L’aver unito Catania con Ragusa, due delle aree più ricche di questo versante isolano, avrebbe portato certamente benefici a Siracusa, cosa che non crediamo possa avvenire con l’annessione della Camera iblea e di quella aretusea a Caltanissetta, Agrigento e Trapani. Non vogliamo pensare che una simile manovra possa essere stata pensata per indebolire la Camera di commercio catanese soltanto nell’ambito dell’affaire per la privatizzazione dell’aeroporto “Vincenzo Bellini”, operazione che riteniamo illogica sotto tutti i punti di vista a partire dal fatto che comunque Catania detiene sempre il controllo della maggioranza, secondo i dati esposti dagli enti coinvolti. Per un “dispetto” trasversale del genere, che a quanto pare ha creato più malumori che plauso, non si può pensare di penalizzare pesantemente la prospettiva di un ampia fetta di Sicilia che proprio nel Sud-est, unito dal punto di vista economico e culturale, puntava in un’ottica di crescita per tanti settori a cominciare da quelli del turismo e dell’agroalimentare. Crediamo ci sia ancora margine per mettere una pezza a questo pasticcio politico, ed intanto abbiamo chiesto un incontro urgente al presidente dell’ente camerale Pietro Agen per avere dei chiarimenti necessari alla luce di quello che sarà il domani dei lavoratori”.


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