Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota:
“Forse questa sarà l’ultima estate nella quale sentiremo delle lamentele da parte dei cittadini aretusei su come è gestita e amministrata la zona balneare di Fontane Bianche. Dall’anno prossimo il referendum autonomista che ostinatamente viene osteggiato da parte del Comune di Siracusa ci consentirà di trasferirci in un nuovo comune nel quale le strade non saranno più budelli con avvallamenti e buche scassa-ammortizzatori, verrà effettuata una diligente raccolta differenziata, si potrà trovare facilmente parcheggio vicino al mare, ci sarà un po’ di movida e, soprattutto, saranno costruite finalmente delle piazze.
Questo idillio, però, potrebbe bruscamente interrompersi. Non è improbabile, infatti, che il legislatore regionale, sulla falsa riga di quello nazionale, decida di procedere all’accorpamento forzoso dei comuni più piccoli con quelli più grandi. Ergo, il comune di Cassibile – Fontane Bianche (o Fontane Cassibilesi che dir si voglia), dopo avere faticosamente risollevato le sorti della decadente località turistica, allargando le strade, costruendo dei “normali” marciapiedi, bombardando i parcheggi ecomostri e realizzando il tanto agognato lungo – mare (a scapito delle villette costruite nella fascia di inedificabilità assoluta qualche giorno prima della sua istituzione), verrebbe costretto a chiudere i battenti.
Gli unici a guadagnarci quindi sarebbero i siracusani che potrebbero (almeno per i primi anni dalla loro realizzazione, poi chissà) usufruire di piazze accoglienti, con panchine, giochi per bambini e rigogliose piante mediterranee e, soprattutto, non dovrebbero più impegnarsi con le loro auto in manovre acrobatiche (o meglio contorsionistiche) per potere accedere al mare. Pazienza poi se i dipendenti del neo nato e neo morto comune dovranno gravare per gli anni a venire sulle casse della Pentapoli. Alla fine l’importante è avere respirato anche in riva al mare di Fontane Bianche un soffio di libertà.
Avv. Gaetano Costa”
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