Sono passati quasi 40 anni, ed oggi finalmente Siracusa è più vicina al resto dell’Italia. La notizia dell’apertura dell’autostrada, potrebbe sembrare una cosa quasi banale e scontata per chiunque vive lontano dalla nostra Sicilia, in regioni meglio servite.
Nella nostra città è stato un incubo per tantissimi anni. Quanti universitari o dipendenti della St per non parlare di rappresentanti o pendolari, percorrono tutti i giorni quel vecchio tratto di strada, particolarmente pericoloso. Quante sono state le vittime d’incidenti frontali sul lungo rettilineo di Agnone Bagni? E quanti ancora hanno perso la vita per finire il tratto autostradale, mentre lavoravano per renderci un nuovo servizio? Troppo tempo e troppa gente sono stati persi per quelle poche decine di chilometri.
Se dovessimo guardarci indietro, non basterebbero rabbia e delusione per ricordare che poi sulle strade ci sono gli onesti cittadini che rischiavano la vita su un collegamento inadeguato solo per portare lo stipendio a casa. E quante ancora classi di lavoratori hanno macinato chilometri facendo su e giù sulle colline tortuose tra augusta e Agnone.
Ormai siamo tornati nel futuro, abbiamo finalmente recuperato 40 anni persi “per strada”. Inutile pensare cosa ci siamo persi, meglio guardare al futuro con la consapevolezza che per chi vive al sud nulla è scontato, nulla è dovuto.
Un nuovo giorno per sentirci più vicini a un aeroporto e a una stazione da dove partono più treni per il nord Italia. Ma per oggi non pensiamoci e godiamoci questa nuova autostrada con l’augurio dell’ANAS di un “Buon Viaggio”.
di Giangiacomo Farina
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