Clima teso al Comune di Avola dopo un episodio che avrebbe coinvolto un dipendente dell’Ente e il consigliere comunale Tullio Urso. A denunciare pubblicamente quanto accaduto è il consigliere Giovanni Rametta, che definisce i fatti “grave e inaccettabile” e chiede un intervento immediato del sindaco.
Secondo quanto trapelato, il consigliere comunale avrebbe colpito con un pugno il dipendente, costretto poi a ricorrere alle cure del caso. Una circostanza che, se confermata, aggraverebbe ulteriormente la gravità dell’episodio.
Rametta sottolinea che il lavoratore stava svolgendo regolarmente il proprio incarico e che quanto accaduto “non può essere liquidato come un semplice diverbio”. Il consigliere evidenzia come i dipendenti comunali “non siano parte dello scontro politico”, ma garantiscano quotidianamente il funzionamento dell’Ente, meritevoli quindi di rispetto e tutela.
Nel mirino finisce Urso, definito da Rametta come “non nuovo a comportamenti sopra le righe”. La nota parla di una possibile recidività che, se confermata, trasformerebbe l’accaduto in qualcosa di più di uno “scivolone isolato”. Da qui la richiesta di responsabilità politica: “Se tutto ciò dovesse essere confermato, il consigliere Urso dovrebbe rassegnare le proprie dimissioni”, afferma Rametta, aggiungendo che non si può considerare quanto accaduto come normale dialettica politica.
Forte anche l’appello al primo cittadino: “Non è più tempo di silenzi o ambiguità. Difendere la dignità dei lavoratori significa difendere l’istituzione stessa”. “La casa dei cittadini non è il feudo di nessuno”, conclude Rametta, schierandosi “senza esitazione dalla parte dei dipendenti comunali” e ribadendo che “le istituzioni si rispettano. Sempre”.
Al momento non risultano dichiarazioni ufficiali né da parte del sindaco né del consigliere Urso.
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