SiracusaNews TV

Video

Avola, omicidio infermiera: l’ex fidanzato della figlia ha confessato

Condividi

Un omicidio senza senso, ma anche senza movente, almeno secondo quanto emerso dalle dichiarazioni che Giuseppe Lanteri ha rilasciato a poliziotti e magistrati che lo hanno ascoltato dopo l’arresto.

Il diciannovenne, su cui sin dal primo momento si sono concentrate le ricerche da parte degli agenti del commissariato di Avola, era stato visto da alcuni testimoni fuori casa dell’infermiera ieri mattina. Agli agenti ha raccontato di non aver alcuna intenzione di uccidere la donna e che si era presentato alla porta della sua ex, solo per parlare con la madre. Durante la discussione, evidentemente, qualcosa è andato storto e il diciannovenne ha colpito Loredana con almeno due colpi che le sono stati fatali. I due fendenti hanno raggiunto la 47enne alla nuca e alla giugulare e sono stati inferti con un coltello la cui lama si è spezzata durante l’aggressione lasciando alcuni frammenti nella nuca della donna. Nonostante l’intenzione di Lanteri non fosse quella omicida, il giovane si era portato dietro un coltello e, in base a quanto dichiarato ai magistrati, non era la prima volta.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori il ragazzo aveva atteso davanti la casa di via Savonarola senza suonare né chiamare qualcuno, nel momento in cui la donna ha aperto la porta per andare a lavoro, i due hanno avuto un breve scambio di battute nell’androne. La discussione è diventata poi l’aggressione ancora più inspiegabile considerato il rapporto quasi familiare del giovane con i genitori della ex ragazza, persone definite capaci di comprenderlo e ascoltarlo anche dopo la separazione dalla figlia con cui si era interrotto il rapporto in primavera. I due giovani, infatti erano stati legati dal 2015 fino al marzo scorso e che non sembrava aver lasciato astio fra il diciannovenne e la madre della ex fidanzata.

Subito dopo l’omicidio si è allontanato dal quartiere a piedi dirigendosi a casa della nonna, dove si è cambiato i pantaloncini e dato una sciacquata, lasciandosi addosso però la maglietta con chiari evidenti segni del delitto appena commesso. Quindi si è isolato ed è rimasto sul costone roccioso prospiciente il lungomare di Avola, cosa che ha reso più difficile la sua individuazione tanto che per un momento si fatta avanti l’ipotesi di un omicidio-suicidio. Solo a sera, infreddolito, ha parlato con i familiari e la Polizia è riuscita a trovarlo e fermarlo intorno alla mezzanotte quando ha poi confessato l’omicidio.