Il Comune di Avola sceglie la via del Tar di Catania nella battaglia sul futuro del servizio idrico integrato in provincia di Siracusa. L’amministrazione comunale ha autorizzato il sindaco a trasporre in sede giurisdizionale il ricorso straordinario inizialmente presentato al Presidente della Regione Siciliana contro la nomina del commissario ad acta da parte dell’Assessorato regionale dell’Energia.
La vicenda si inserisce nel più ampio percorso che ha portato alla costituzione di Aretusa Acque S.p.A., la società mista individuata per la gestione del servizio idrico integrato nell’ambito territoriale di Siracusa per i prossimi trent’anni. Alla base del nuovo assetto c’è la procedura che ha portato all’individuazione del socio privato operativo, ma il passaggio successivo – quello relativo agli adempimenti dei Comuni soci – ha aperto un fronte di scontro politico e amministrativo.
Secondo quanto sostenuto dal Comune di Avola, l’ente avrebbe già provveduto al versamento della propria quota di capitale sociale e, proprio per questo, ritiene di avere titolo pieno a completare gli ulteriori adempimenti legati alla nascita della società, come la nomina dei componenti degli organi sociali e la sottoscrizione dei patti parasociali. In quest’ottica, il commissariamento disposto dalla Regione sarebbe ritenuto un’ingerenza non giustificata nelle prerogative del Comune.
Il cuore del contenzioso è tutto qui: per Avola la nomina del commissario ad acta, formalizzata nel 2025 con decreto assessoriale, finirebbe per comprimere l’autonomia dell’ente locale in una materia che, secondo l’amministrazione, resta fortemente connessa ai poteri di indirizzo e controllo dei Comuni soci. La delibera richiama espressamente il Testo unico degli enti locali e il Codice dell’ambiente, sostenendo che il provvedimento regionale sottrarrebbe al Comune competenze che gli spettano nella fase di avvio della nuova società.
L’amministrazione contesta inoltre il fatto che il commissario possa operare prescindendo dalle indicazioni dei sindaci e dei consigli comunali, con una conseguente alterazione del principio di rappresentatività dei soci pubblici. Un elemento che, nelle valutazioni del Comune, assume ancora più peso se si considera il valore strategico e patrimoniale del servizio idrico, che coinvolge reti, sorgenti e infrastrutture ritenute essenziali per la comunità locale.
Il passaggio al Tar si è reso necessario dopo l’opposizione presentata dall’Ati di Siracusa al ricorso straordinario proposto da Avola. In base alla normativa vigente, questa opposizione obbliga infatti l’ente a trasferire il contenzioso davanti al giudice amministrativo ordinario, se intende proseguire l’azione. Per seguire il giudizio davanti al Tar di Catania, la Giunta ha confermato l’incarico all’avvocato Ottavio Vaccaro del foro di Catania. L’atto è stato dichiarato immediatamente esecutivo proprio per consentire al sindaco di muoversi nei tempi utili e proseguire il contenzioso. Si apre così un nuovo fronte giudiziario sul riassetto del servizio idrico nel Siracusano, con Avola che rivendica il diritto di restare protagonista nelle scelte che riguardano la governance della futura società e la gestione di un settore considerato decisivo per il territorio.
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