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Politica L'analisi

AVS Siracusa: “Incendi, nuove discariche e riconversione industriale, manca una visione per il futuro del polo siracusano”

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Salvo La Delfa e Seby Zappulla

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L’incendio che ieri ha interessato lo stabilimento chimico Eni Versalis di Mantova, insieme alle recenti autorizzazioni ambientali e agli episodi verificatisi nell’area industriale siracusana, riaccende il dibattito sul futuro del polo petrolchimico della provincia di Siracusa. A sollevare la questione sono Seby Zappulla, segretario provinciale di Sinistra Italiana, e Salvo La Delfa, coportavoce provinciale di Europa Verde Siracusa, entrambi esponenti di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS).

Secondo i due rappresentanti politici, quanto accaduto a Mantova assume una rilevanza particolare anche per il territorio siracusano. Lo stabilimento interessato dall’incendio ospita infatti un impianto pilota per il riciclo delle plastiche miste tramite pirolisi, tecnologia che Eni Versalis intende sviluppare anche a Priolo attraverso un nuovo impianto industriale da 40 mila tonnellate annue, per il quale è già stata avviata la procedura autorizzativa al Ministero dell’Ambiente.

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Per AVS, la vicenda si inserisce in un contesto già caratterizzato da numerose criticità. Tra queste viene citata la recente Valutazione di Incidenza Ambientale favorevole rilasciata dalla Regione Siciliana alla società Log Service per la realizzazione di una discarica di rifiuti speciali pericolosi ad Augusta, nonostante le osservazioni avanzate dalle associazioni ambientaliste e le preoccupazioni manifestate dalla società Sasol, che nelle vicinanze dell’area individuata gestisce serbatoi di kerosene.

Nella riflessione di Zappulla e La Delfa trovano spazio anche i recenti incendi che hanno interessato impianti industriali del territorio, come quello verificatosi all’Ecomac Smaltimenti, e le persistenti preoccupazioni legate alla qualità dell’aria nell’area industriale.

Questi episodi – sostengono gli esponenti di AVS – pongono interrogativi importanti sul futuro dell’intero quadrilatero industriale siracusano e sulla capacità della politica di accompagnare e governare i processi di riconversione ambientale e industriale”.

Secondo AVS, negli anni si sarebbe registrato un progressivo indebolimento delle strutture pubbliche deputate al controllo ambientale, con particolare riferimento all’Arpa. Una situazione che, a loro avviso, avrebbe determinato una riduzione delle attività di monitoraggio, controllo e analisi ambientale a disposizione dei cittadini.

Nel documento viene inoltre evidenziata una fase di fragilità politica e occupazionale che rischierebbe di lasciare il futuro dell’area industriale esclusivamente nelle mani delle singole aziende. “In un momento così delicato – affermano Zappulla e La Delfa – la politica locale e regionale appare spesso subordinata alle dinamiche industriali e imprenditoriali, senza riuscire a esercitare un ruolo di indirizzo e programmazione”.

Per Alleanza Verdi e Sinistra il problema principale resta l’assenza di una strategia complessiva per il territorio. “Manca una visione capace di coniugare occupazione, bonifiche ambientali, riconversione industriale, monitoraggio ambientale e tutela della salute pubblica. Senza una prospettiva d’insieme il polo industriale rischia di non avere un futuro sostenibile né dal punto di vista ambientale né da quello economico e occupazionale”.

Da qui l’appello affinché istituzioni, imprese e parti sociali avviino un confronto che consenta di definire un progetto di lungo periodo per l’area industriale siracusana, considerata ancora oggi uno dei più grandi poli petrolchimici e di raffinazione d’Europa.

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Giulio Perotti

Giulio Perotti

Giornalista pubblicista dal 2016 e veterano della redazione, dove scrive dal 2011: sport, cronaca, politica locale e ambiente. Consigliere nazionale Fnsi e delegato Assostampa Sicilia, è la memoria storica del giornale.

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