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“Avviare con urgenza un’attività ispettiva alla Procura di Siracusa”: la parlamentare Sofia Amoddio interroga il ministro della Giustizia

Il deputato annota elementi che “denotano un quadro ambientale insostenibile nella giustizia penale di Siracusa” e domanda al ministro anche se sia a conoscenza della presentazione di un esposto dei magistrati e se intenda far qualcosa a tal proposito

Avviare con urgenza un’attività ispettiva alla Procura di Siracusa, anche al fine di fugare ogni dubbio o sospetto sull’attività del sostituto procuratore Giancarlo Longo e in definitiva a tutela del prestigio dell’autorità giudiziaria dell’intera città di Siracusa”. A chiederlo è la parlamentare Sofia Amoddio con un’interrogazione a risposta in commissione nei confronti del ministero della Giustizia lo scorso 14 marzo. Un’interrogazione – scovata dalla Civetta di Minerva – che parte da presupposti ormai noti, quali le microspie trovate all’interno della stanza del pubblico ministero di Siracusa, Giancarlo Longo, a una settimana di distanza dalla visita della Guardia di Finanza che aveva chiesto copia di documenti dello stesso magistrato su disposizione della procura di Messina.

Ma con questa richiesta di una nuova ispezione in Procura – dopo quella disposta 5 anni fa per i Veleni in Procura dall’allora ministro della Giustizia Paola Severino – fa sì che anche il ministro a questo punto venga coinvolto in questa storia siracusana. Anche perché i protagonisti di quell’ispezione furono soprattutto l’ex procuratore della Repubblica Rossi e il pubblico ministero Maurizio Musco, condannati definitivamente dalla Corte di Cassazione per abuso d’ufficio e quest’ultimo condannato dal tribunale di Messina alla pena di 3 anni e 8 mesi di reclusione.

La storia che la stessa parlamentare ricorda come prenda spunto dalla querelle giudiziaria sulla realizzazione del centro commerciale Fiera del Sud/Open Land che vede il Comune coinvolto in un procedimento giudiziario al Cga con una richiesta di risarcimento danni ancora al vaglio dei giudici, ma che ha già visto palazzo Vermexio pagare una prima tranche di 2,8 milioni di euro nonostante qualche dubbio sulla concessione edilizia.

La vicenda relativa alla realizzazione del centro commerciale è stata oggetto di diversi procedimenti penali sin dal 2009: uno nei confronti del dirigente dell’Urbanistica che aveva negato la concessione edilizia (Natale Borgione, poi assolto) in seguito all’azione penale esercitata dapprima dal pubblico ministero Maurizio Musco e successivamente dal collega Giancarlo Longo. Un altro processo penale avviato nel 2015 dal Pm Longo nei confronti di un altro dirigente dell’urbanistica e dell’avvocato che aveva patrocinato il Comune di Siracusa nel giudizio amministrativo innanzi al Cga (rispettivamente Emanuele Fortunato e Niccolò D’Alessandro) si è concluso con un’altra assoluzione. In entrambi i procedimenti penali l’avvocato Giuseppe Calafiore del Foro di Siracusa era il difensore del gruppo proprietario del centro commerciale e in entrambi i processi il magistrato Longo ha esercitato l’azione penale.

Dagli ambienti giudiziari messinesi – si legge nell’interrogazione – è pervenuta la conferma di un vasto fronte d’indagine sul caso Open Land/Fiera del Sud. Il sostituto procuratore Giancarlo Longo è assegnatario di molteplici fascicoli, aventi ad oggetto indagini preliminari concernenti l’amministrazione comunale di Siracusa”. La Amoddio ricorda nella sua interrogazione inoltre come il 31 ottobre 2016 il sindaco di Siracusa, Giancarlo Garozzo, espresse pubblicamente in conferenza stampa le sue riserve sull’operato dei sostituti procuratori Longo e Di Mauro ma soprattutto ricorda che otto magistrati della Procura di Siracusa hanno presentato un esposto al Consiglio superiore della magistratura, al Ministro della Giustizia e alla Procura di Catania. In questo esposto si parlerebbe di un comitato d’affari che peserebbe sul lavoro dei togati, mettendo in difficoltà il procuratore capo di Siracusa Francesco Paolo Giordano.

Questi elementi “denotano un quadro ambientale insostenibile nella giustizia penale di Siracusa” e perciò la domanda al ministro è anche se sia a conoscenza della presentazione dell’esposto dei magistrati e se intenda far qualcosa.


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