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Azienda agricola di Pachino distrutta dalle raffiche di vento: “sono distrutto, senza parole”

Per mettere in sicurezza l’azienda agricola sono dovuti intervenire i vigili del fuoco del distaccamento di Noto, poiché il tetto volato via, era finito a lato di una serra e si temeva che potesse arrecare ulteriori danni

Le lacrime di Sebastiano bastano per raccontare tutto quello che è successo ieri pomeriggio, in pochi minuti. Poco dopo le 15 le fortissime raffiche di vento che hanno interessato l’estremo sud-est siciliano hanno distrutto la sua azienda di contrada Saiazza. In pochi istanti il vento ha tagliato la copertura in plastica delle serre, piegato le assi, distrutto il raccolto (una intera produzione di pomodoro) e come se non bastasse è riuscito a strappare dal magazzino dell’azienda il tetto in materiale coibentato, danneggiando gravemente anche l’intera struttura.

In quelle piante – è disperato Sebastiano Cinnirella – c’era il raccolto di una intera stagione. Sono distrutto e senza parole”. Per mettere in sicurezza l’azienda agricola sono dovuti intervenire i vigili del fuoco del distaccamento di Noto, poiché il tetto volato via, era finito a lato di una serra e si temeva che potesse arrecare ulteriori danni. Una stima dei danni ancora non è stata fatta, ma tra ciò che il maltempo ha distrutto e il mancato guadagno del raccolto, la cifra si aggira attorno a 50 mila euro. Una mazzata arrivata dopo quella spada di Damocle che da diversi anni pende sul capo degli agricoltori, che è il crollo dei prezzi dei prodotti ortofrutticoli.

Da anni lottiamo per sopravvivere – ha spiegato Cinnirella – perché i costi di produzione dei nostri prodotti sono superiori al prezzo con cui li vendiamo. E ora dobbiamo fare i conti anche con il maltempo che distrugge quel che resta delle nostre aziende”.

L’imperativo è risollevarsi: come Sebastiano Cinnirella tante altre aziende agricole sono state danneggiate dal forte vento. “Ci vorrà tempo – ha continuato Cinnirella – soldi e, soprattuto tanto coraggio per ripartire”.


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