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Banda ultra larga: il progetto nazionale per consentire a tutti di navigare agilmente

La situazione attuale e i problemi riscontrati

Nel 2015 il Governo annunciò con un comunicato ufficiale di aver raggiunto con le Regioni in sede di Conferenza Stato-Regioni un accordo per portare la banda ultralarga su tutto il territorio nazionale, così come previsto dagli obiettivi di connettività UE. Con questo progetto si sarebbero dovuti raggiungere con una connessione di livello i piccoli centri periferici delle città e luoghi poco sviluppati, in modo tale da consentire così agio e coinvolgimento a chi vi risiede e da permettere lo sviluppo di piccole realtà aziendali, costrette sino ad oggi al “fallimento di mercato” per mancanza di sufficienti tecnologie.

Come previsto dal piano governativo in questo progetto c’è stato ovviamente il coinvolgimento di Regioni e Comuni per la gestione locale della questione e ovviamente di imprese del settore tecnologico per il posizionamento del cablaggio ed i collegamenti. Il piano cosiddetto “Piano Banda Ultra Larga” si sarebbe dovuto portare a termine con la fine del 2020. A che punto siamo ci si chiede?

La verità è che all’alba del 2021, come qualcuno “cinicamente” si era già immaginato, non tutti i luoghi che si sarebbero dovuti raggiungere sono stati coperti dalla rete internet ultra larga e, tra l’altro, si sono riscontrati in più Regioni problemi di negligenza che hanno condotto a collegamenti mancati, sistemi che non funzionano bene, località “dimenticate”.

Perché la banda ultra larga è così importante?

La banda ultra larga è quel tipo di connessione che permette l’invio e la ricezione di dati ad elevata velocità, pari ad almeno alla “ultra fast broadband” degli standard europei, ovvero i 100Mbps o, nella peggiore delle ipotesi, a 30 Mbps. Nell’epoca moderna la connettività ad internet secondo questi termini è fondamentale per il benessere delle famiglie e per lo sviluppo delle imprese. Oggi come oggi, infatti, restare esclusi dal web è molto penalizzante.

Tramite esso si è in collegamento con il mondo, si viene informati in tempo reale, si possono gestire pratiche e burocrazia e, come visto nel corso di quest’anno, si è può ovviare a determinate situazioni di emergenza. Se pensiamo alla Fad, cioè alla formazione a distanza, indispensabile in condizioni sanitarie come quelle che ha dovuto affrontare il Paese, è facilmente comprensibile capire le problematiche che ci sono state lì dove non v’era copertura sufficiente.

Fondamentale è anche la connessione internet per le imprese, per i gestionali, per gli ordini, per la comunicazione in generale che al giorno d’oggi viaggia anche su internet che è quindi imprescindibile in un’azienda di questi tempi.

Queste le questioni essenziali, ma ve ne sono anche molte altre “secondarie”, non “vitali” ma importanti dal punto di vista psicologico e sociale (come il 2020 ci ha ben insegnato): l’accesso a internet consente di restare informati, di fare acquisti, di intrattenersi su portali come www.auraweb.it, ma anche in molti altri modi.

La situazione attuale e i problemi riscontrati

Un anno fa il quadro della situazione si presentava con circa 2600 cantieri aperti e 600, più o meno, completati: una copertura che non arrivava al 50% del territorio nazionale. Nel corso del 2020 si è comunque lavorato ed infatti l’anno si è chiuso con una percentuale decisamente più positiva, che supera l’80%.

In questo 2020, insomma, si è lavorato molto, forse anche grazie al Covid che ha riacceso i riflettori sul piano, ricordando a tutti l’importanza della copertura di rete performante e capillare su tutto il territorio. Anche se i tempi prestabiliti sono ormai scaduti, i finanziamenti per il progetto Banda Ultra Larga ci sono ancora sembra per tutto il 2021, si avrà quindi, si spera, il tempo di portare a termine il tutto.


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