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Bando di informatizzazione del Comune di Siracusa, prende la parola il consigliere Garozzo

Il consigliere comunale e capogruppo del PD al Comune di Siracusa, Giancarlo Garozzo, è intervenuto con una nota relativa al Bando di informatizzazione dell’Ente del Vermexio, che di seguito pubblichiamo:

“Mi corre l’obbligo intervenire nella discussione in atto sul Bando di informatizzazione del Comune, al di là di tutti i problemi sollevati e alle difese “d’ufficio” dell’amministrazione, assistiamo ad uno strano scontro con continue botte e risposte sull’argomento, e vediamo addirittura rispondere anche dirigenti comunali sicuramente stimolati dalla politica che male amministra questa città, cosa che di solito non succede e che però punta i riflettori sull’argomento perché risulta essere a questo punto di particolare interesse nei confronti di tutti.

Effettivamente il bando in se e per se non mostra particolari anomalie di ordine procedurale, stonano solamente 2 questioni la prima è legata alla tempistica e alla pubblicità del bando, personalmente ritengo che un affidamento di 12,6 milioni di euro avrebbe dovuto avere una maggiore pubblicità è un tempo più ampio per la presentazione delle offerte, infatti spiace avere la pubblicazione del bando sul sito del comune solo dopo il 15 di agosto e solo dopo aver assistito ad uno scontro sui giornali.

La seconda cosa che stona sull’argomento è la questione legata alla copertura finanziaria infatti difficile da spiegare come mai viene presentato un bando privo di copertura finanziaria nel mese di giugno 2010 quando il bilancio di previsione e quello pluriennale verranno approvati solo a fine luglio, e di conseguenza avrebbero potuto avere modifiche sostanziali che avrebbero potuto rendere il bando privo dei fondi necessari, in più dubito fortemente che il comune potrà far fronte a questa spesa viste le precarie risorse delle casse comunali ma questa è un’altra storia che avremo modo di verificare a breve. Come vediamo siamo alle solite utilizzare l’ente pubblico a proprio uso e consumo alla faccia della trasparenza e del più elementare buon senso che dovrebbe avere chi gestisce la cosa pubblica, ma a Siracusa non è così”.


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