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Barcone con migranti al largo di Avola approda a Siracusa questa notte. Tendopoli alla Capitaneria, tra loro donne e bambini

Nel tardo pomeriggio di ieri, verso le 19.30 circa, la centrale operativa del Comando generale delle capitanerie di porto, informava la sala operativa della guardia costiera di Siracusa della riferita presenza di un’imbarcazione in navigazione dodici miglia circa al largo di Avola con a bordo una cinquantina di clandestini.

Immediatamente si inviava sul punto la motovedetta della guardia costiera “cp 832”, che alle ore 20.00 intercettava un’unità’ a vela monoalbero, di 12 metri di lunghezza, denominata “Emirs” battente bandiera turca, e accertava l’effettiva presenza di numerose persone stipate sottocoperta.

Appresa la notizia e considerato il presunto numero di clandestini, nonché’ le dimensioni della barca a vela, la sala operativa inviava sul punto la motovedetta “cp 515”, anch’essa di stanza a Siracusa, e dava comunicazione del fatto al comando navale della Guardia di finanza che inviava in zona il pattugliatore “Zanotti”.

Alle 21.30 circa, dopo aver appurata l’esatta consistenza dei migranti (trentuno uomini, dieci donne, di cui due in stato interessante, e sette bambini), la sala operativa della capitaneria ordinava al convoglio di dirigere per Siracusa, allertando nel contempo gli altri enti per la predisposizione della cornice di sicurezza e di tutto quanto necessario al successivo sbarco dei migranti.

All’arrivo del convoglio nel Porto grande di Siracusa alle ore 23.30 circa, si faceva ormeggiare l’unita’ a vela con i clandestini presso la banchina n°5 (piazzale IV novembre, antistante la sede della Capitaneria di porto).

A bordo i migranti venivano sottoposti ad una prima visita medica effettuata dalla dott.ssa Pignatello della Sanita’ marittima di Siracusa per escludere eventuali malattie infettive e/o diffusive che ne potessero controindicare lo sbarco.

Se ne curava quindi la sistemazione temporanea in tende approntate dalla Protezione civile all’interno del cortile della capitaneria, in attesa di successivo trasferimento presso un centro di accoglienza.


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