Da Barrera a Scalora, dopo 24 anni il titolo italiano di fioretto torna al Club Scherma Siracusa

Ma le buone notizie dal Play hall di Riccione non finiscono qui, dato che la società dei maestri Adriano e Antonio Cannarella e del campione del mondo di fioretto, Stefano Barrera, possono esultare anche per l'ottimo settimo posto di Giordano Tirella nella categoria Giovanissimi e il quinto posto di Salvatore Rossitto (fuori dalle semifinali per una sola stoccata) tra gli Allievi

Foto di Andrea Trifiletti

Da Barrera a Scalora. Dopo 24 anni il club Scherma Siracusa torna a vincere un campionato italiano di fioretto. L’ultima gara del programma di fioretto ha visto il siciliano imporsi in finale per 15-9 sul singaporegno dell’Accademia Scherma Livorno, Samuel Robson. In semifinale Scalora aveva fermato Andrea Favaro della Bentegodi Verona col punteggio di 15-11, mentre Samuel Robson aveva avuto ragione di Pietro Raffaeli del Club Scherma Jesi per 15-7.

Ma le buone notizie dal Play hall di Riccione non finiscono qui, dato che la società dei maestri Adriano e Antonio Cannarella e del campione del mondo di fioretto, Stefano Barrera, possono esultare anche per l’ottimo settimo posto di Giordano Tirella nella categoria Giovanissimi e il quinto posto di Salvatore Rossitto (fuori dalle semifinali per una sola stoccata) tra gli Allievi. Ma gli occhi, ovviamente, sono tutti per Scalora, che da ormai tre anni cercava l’acuto decisivo dopo essersi sempre imposto nel Gran Prix.

In questa stagione altalenante – afferma il Maestro Barrera, al suo primo trofeo da fondo pedana – ha centrato l’obiettivo inanellando una serie di vittorie con stoccate spettacolari e riuscendo a sconfiggere tutti i suoi avversari in una competizione che tengo a ricordare, conta 167 partecipanti“.

Un successo che ribadisce la crescita compiuta negli ultimi anni dal Club Scherma Siracusa sia in ambito regionale, sia sul territorio nazionale. “Sono felicissimo per me e per i maestri Cannarella e Carrubba – aggiunge Barrera – perchè abbiamo dimostrato di essere una società al top a livello giovanile per quanto riguarda il fioretto. È una gioia immensa pensare che nella nostra palestra, che poi è poco più di un garage, riusciamo a forgiare piccoli campioni. Lo posso dire forte e a testa alta. Se solo avessimo dei locali più adeguati – conclude – chissà quanto altro potremmo fare.”


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