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Basket A1/f: Trogylos Priolo, così proprio non va. Giuliano: “Ma noi non siamo questi”

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La Trogylos cade in casa al termine di una partita dominata dai blackout, come quello dell’impianto di illuminazione del PalaPriolo che ha interrotto per oltre dieci minuti la partita. La Geas Sesto San Giovanni di mister Montini si è rivelata una formazione molto ben organizzata, diretta ottimamente dalla regia dell’ex Haynie( 13 i punti alla fine per lei) e dalla Summerton, autrice di 25 punti. La Trogylos invece non è riuscita a far vedere quanto di buono era stato fatto nel primo quarto contro Schio e nei primi due tempi contro Taranto, mostrando una certa intensità soltanto a metà del secondo quarto,quando è andata in vantaggio per l’unica volta durante l’incontro grazie alle ottime intuizioni della Bonfiglio. Troppo poco però, perché Sesto San Giovanni è devastante in campo aperto e micidiale nelle conclusioni, mentre Priolo sbaglia tantissimo in attacco ed è pure sfortunata, riuscendo mai a sfruttare i giochi da tre punti. Insomma, un successo meritato da parte di Sesto, che ha messo in luce tutti i problemi di Priolo sui quali Coppa deve necessariamente lavorare e risolvere in fretta, soprattutto in vista delle due trasferte consecutive, in casa della Reyer Venezia prima e a Pozzuoli poi.
 

“Spero che con questa sconfitta – dice il Presidente Paolo Giuliano – abbiamo esaurito il “bonus” di partite che vanno storte dall’inizio alla fine. Ovviamente grande merito va dato ai nostri avversari che hanno preparato la partita benissimo, ma noi non siamo questi, la squadra ha qualcosa che la frena a livello globale, perché se riusciamo anche ad andare in vantaggio vuol dire che questa squadra ha qualcosa dentro da esprimere. Andiamo a Venezia non come vittime sacrificali, ma con spirito di rivalsa. Sappiamo che c’è qualcosa da aggiustare anche a livello di organico e per questo sto incontrando diverse realtà imprenditoriali, dalle quali ricevo continui attestati di stima, ma nessun aiuto concreto. Ecco cosa ci servirebbe, avere aiuti concreti, perché in questo modo non si può andare avanti, rischiando di sottovalutare una sconfitta e quindi il fatto tecnico perché ci sono altri aspetti gestionali più gravi a cui pensare.”