La Trogylos Priolo allunga la sua striscia positiva e lo fa contro una grande squadra nel giorno della consacrazione del gruppo.
Coach Santino Coppa ha lavorato d’astuzia, intervallando spesso la “box and one” a una zona più pura, passando più volte per una individuale arcigna, ma, alla fine, sarà lui stesso a dichiarare che: “Tatticamente abbiamo di certo messo molti granelli negli ingranaggi del Faenza, ma se la squadra non avesse risposto a dovere, non avrebbe ottenuto altro che dei boomerang, i quali, alla lunga, le si sarebbero ritorti contro. Il mio plauso va al gruppo che, con applicazione e profondo impegno, sta finalmente assimilando il mio credo e sta facendo di tutto per porre in essere i miei dettami. Ieri ha vinto il collettivo Trogylos e non v’è nessuna, tra le mie giocatrici, che s’è distinta più di altre. Abbiamo vinto in difesa … poiché aver tenuto una squadra come Faenza a 50 punti dimostra la forza di questo nostro reparto. E’ anche d’obbligo un inchino al folto pubblico, davvero sesto uomo in campo, che ci ha dato una marcia in più dal primo all’ultimo minuto con un tifo entusiasmante. Adesso dobbiamo andare avanti su questa strada senza montarci la testa”.
E contro una Trogylos sempre più “squadra” e sempre meno “incerottata” – roster praticamente al completo con la sola eccezione di Bonfiglio rimasta in borghese -, al PalAcer, ieri, domenica 15 marzo, per la 9^ giornata di ritorno del massimo campionato di A1, nulla ha potuto un Faenza privo della Modica e dalle rotazioni limitate che hanno complicato la vita a coach Paolo Rossi.
Le ospiti, nonostante una Adriana Pinto da subito in palla (chiuderà con 18 punti a referto – top scorer del match – con l’80% da due), oltre alla Coppa Italia conquistata appena lo scorso weekend, a casa lasciavano anche la Erkic, tanto strepitosa durante la Final Four di 8 giorni fa, quanto impalpabile ieri al PalAcer.
A farne le veci ci ha provato la Zampella, con tanta buona volontà ma poca precisione al tiro, ma dall’altra parte, il duo Cirov-Gianolla – 26 punti in due, da dividere equamente – spostava il pendolo sull’asse di Priolo nel settore delle esterne.
Così, nel giorno del riscatto delle difese sugli attacchi, con le bocche di fuoco faentine a complicarsi la vita tirando male dall’arco (6/24 di squadra alla fine), l’Erg Acer teneva ben stretto il pallino del gioco per tutti i 40’ del match, costringendo sempre il Faenza a una rincorsa, a tratti affannosa, che culminava a metà del 3° quarto (duepunti Stakneviciene per il 36 pari al 6’). Nel parziale decisivo, prima Cirov con un centro dai 7 metri e poi Pascalau (migliore tra le sue con 17 punti finali) da sotto, portavano le locali sul +5 (49-44 a 5’ 38’’). La Erkic rintuzzava il passivo bucando la retina dall’area, ma poi arrivava un tripla scacciapensieri della Gianolla, dall’angolo, buona per togliere le castagne dal fuoco per le locali, proprio sulla sirena dei 24’’: 52-46 a – 3’40’’ dalla fine e inerzia del match che filava dritta dritta nelle mani di Santino Coppa fino al 60-50 finale (18-16, 28-26, 42-38, i parziali).
Nel finale spettava alla Vidovic prendere in consegna Adriana dalla Green, la quale doveva lasciare il parquet per un dolore alla mano.
Erg Acer – che eguaglia, con 4 partite in meno, i punti fatti durante l’intero girone d’andata (12) -, acciuffa il Sesto San Giovanni al 6° posto in graduatoria a quota 24 punti e sente sempre più forte il profumo dei playoff.
“Una vittoria importantissima in ottica playoff ma non solo – commenta Salvo Coppa -. Mentalmente ci fa molto bene aver tenuto una squadra dai 75 punti di media a quota 50. Vincendo una partita del genere abbiamo dimostrato di potercela giocare contro chiunque, cosa importantissima in vista degli spareggi scudetto. Ultimamente, anche grazie alla panchina che s’è allungata, stiamo giocando un grande basket, con una difesa eccellente e un parco giocatrici ormai ben amalgamato ed efficace in attacco in tutte le sue unità. La migliore tra le nostre? Non voglio fare nomi questa volta … abbiamo vinto grazie a un grandissimo gruppo, molto coeso e concentrato”.
“Facendo tutti gli scongiuri del caso – ha aggiunto Roberta Meneghel -, sembra che Priolo abbia imboccato la strada giusta e proprio nel momento più importante dell’anno. Con l’arrivo di Vidovic, il ritorno di Barnes e il recupero di Seino godiamo di molte più rotazioni rispetto al passato e ognuna di noi ha sempre la possibilità di entrare in campo e dire la sua, peculiarità che ci consente altresì di non concedere punti di riferimento ai nostri avversari. Io? Sto bene e sento di aver recuperato in pieno la mia forma. Il mio impiego sul parquet dipende da Santino Coppa, io mi sento ormai prontissima a entrare e dare il mio contributo in qualunque momento della partita. Di certo è un bene che la panchina sia più lunga e che si possa approfittare di un maggior numero di cambi … ma a stare seduta troppo in panchina mi fa male un po’ il sedere (ride)”.
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