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Biblioteca comunale, il Pd Siracusa: “Serve un Piano della Cultura”

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biblioteca santi coronati

Il dibattito apertosi in questi giorni sul futuro della Biblioteca comunale di Siracusa, alimentato dagli interventi dell’avvocato Giovanni Sallicano e del professor Paolo Giansiracusa, pone secondo il Partito Democratico una questione che la politica non può eludere. “La biblioteca è un bene comune. Siracusa ha bisogno di una politica della cultura”, scrivono in una nota Marilena Crucitti, componente della segreteria cittadina del PD, e Matilde Di Giovanni, segretaria PD Siracusa.

“Non è solo un immobile”

Per il PD, una biblioteca “non è solo un immobile, ma è il luogo in cui si custodiscono la memoria collettiva, il diritto alla conoscenza e la crescita civile di una comunità”. Per questo, sottolineano, la discussione sul suo futuro “non può essere ridotta a una semplice operazione patrimoniale”.

Il partito contesta all’Amministrazione comunale di non aver ancora chiarito con sufficiente trasparenza quale sia il progetto per il futuro della struttura. Tra le richieste avanzate: conoscere il cronoprogramma della nuova sede, le garanzie per la tutela del patrimonio librario e le modalità con cui sarà assicurata la continuità del servizio.

Non un caso isolato: il nodo del patrimonio pubblico

Secondo il PD, la vicenda della Biblioteca comunale “non è un episodio isolato”. Negli ultimi anni, si legge nella nota, l’Amministrazione ha progressivamente messo sul mercato numerosi immobili pubblici, spesso di valore storico e simbolico — una scelta che “può anche trovare giustificazioni sul piano finanziario“, ma che per il partito non può prescindere da una visione complessiva del patrimonio pubblico e della sua funzione culturale e sociale. “Quando si alienano beni che appartengono alla memoria collettiva, la città ha il diritto di conoscere quale progetto li sostituirà e quale interesse pubblico si intende perseguire”, affermano Crucitti e Di Giovanni.

La proposta: un Piano della Cultura

Il PD estende la riflessione all’intera politica culturale cittadina, che a suo giudizio “appare affidata prevalentemente ai grandi eventi”, mentre restano trascurati i luoghi permanenti — biblioteche, musei, archivi, teatri, scuole e centri culturali — che costituiscono “l’infrastruttura democratica della conoscenza”. “La cultura non è un settore accessorio dell’azione amministrativa ma una scelta politica che riguarda l’uguaglianza, la partecipazione e il futuro della città“, si legge nella nota.

Per questo il Partito Democratico propone l’avvio di un confronto pubblico che porti alla definizione di un Piano della Cultura: una strategia condivisa, con obiettivi e investimenti chiari, capace di restituire centralità ai luoghi della conoscenza e della partecipazione.

Tre anni di battaglie in Consiglio comunale

Il PD ricorda come la questione della Biblioteca comunale sia da tre anni al centro dell’attenzione del gruppo consiliare, che l’ha posta al centro di interrogazioni, interventi in aula, emendamenti al bilancio, ordini del giorno in commissione e raccolte firme. Un impegno portato avanti in particolare dai consiglieri Sara Zappulla, Angelo Greco e Massimo Milazzo, che negli anni hanno espresso più volte dissenso e preoccupazione per le scelte adottate dall’Amministrazione.

“La Biblioteca comunale non è soltanto un patrimonio da preservare — concludono Crucitti e Di Giovanni — può diventare il punto di partenza di una nuova stagione delle politiche culturali cittadine. È questa la sfida che il Partito Democratico intende raccogliere.”

Oriana Gionfriddo

Oriana Gionfriddo

Giornalista pubblicista dal 2018, laureata in Sociologia con un master in Social Media al Sole 24 Ore. In redazione dal 2020, racconta il sociale e le storie del territorio ed è specializzata…

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