Rinviata al 28 gennaio l’udienza preliminare prevista davanti al gup Antonella Coniglio nell’ambito del procedimento per la tragedia avvenuta il 27 giugno del 2024 in contrada Falabia, a Palazzolo Acreide, dove il bambino di 9 anni perse la vita dopo essere caduto in un pozzo. Nel corso della seduta, uno dei legali degli imputati ha chiesto il differimento dell’udienza per legittimo impedimento, richiesta che è stata accolta dal giudice, disponendo il rinvio del procedimento al 28 gennaio.
Resta invariato il quadro accusatorio delineato dalla Procura di Siracusa, rappresentata dal Pm Davide Viscardi: omicidio colposo è il principale capo d’imputazione contestato ai nove imputati, tra cui il presidente e legale rappresentante della società La Contea Falabia, ritenuto responsabile di non aver adottato adeguate misure di sicurezza e segnalazione del pozzo presente nel fondo agricolo, ritenuto non conforme alle normative vigenti e facilmente accessibile.
Coinvolti nel procedimento anche i dipendenti della Fondazione Anffass “Doniamo un Sorriso”, difesi dall’avvocato Domenico Mignosa, e le tre operatrici del Servizio Civile, assistite dagli avvocati Antonio Randazzo e Salvatore Scibetta, alle quali era affidata la vigilanza dei minori durante le attività del grest estivo.
Secondo l’accusa, gli imputati, a vario titolo, sarebbero stati consapevoli della presenza di fonti di pericolo nell’area e non avrebbero garantito un’adeguata sorveglianza, con l’aggravante di aver agito nonostante la prevedibilità dell’evento.
Il procedimento riprenderà dunque il 28 gennaio, quando il giudice sarà chiamato a valutare le richieste di costituzione delle parti civili (la famiglia del bimbo) e a decidere sull’eventuale rinvio a giudizio.
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