La riconversione degli impianti Eni Versalis a Priolo registra una nuova tappa. Eni e Q8 hanno infatti annunciato di aver siglato un accordo di collaborazione per la costruzione e la gestione della futura bioraffineria di Priolo, nell’ambito del piano di trasformazione del sito industriale. Una novità che arriva a oltre un anno dall’annuncio, risalente all’ottobre 2024, con cui Eni comunicò l’intenzione di uscire dal settore della chimica di base e procedere alla chiusura definitiva di Eni Versalis. Una decisione che, fin da subito, aveva sollevato forti preoccupazioni sul fronte occupazionale, ambientale ed economico.
A intervenire ora sono Sinistra Italiana–Alleanza Verdi Sinistra, con una presa di posizione firmata dal segretario provinciale Sebastiano Zappulla e dal segretario regionale Pierpaolo Montalto. “In questo lungo arco di tempo – sottolineano – abbiamo più volte interrogato il Governo, in particolare il ministro Urso, sollecitando un confronto con e nel territorio. Purtroppo, risposte chiare, nette e puntuali non sono mai arrivate”.
Secondo AVS, l’annuncio della partnership Eni-Q8 e l’avanzamento delle attività di fermata e smantellamento degli impianti Versalis non sciolgono i nodi principali. Restano infatti da chiarire le reali tempistiche e le modalità di realizzazione della bioraffineria, la cui conclusione viene indicata entro il 2028.
“Ci chiediamo – affermano Zappulla e Montalto – se con questa operazione Eni intenda abbandonare definitivamente il nostro territorio e se gli impegni sottoscritti nell’accordo firmato al Mimit nel marzo 2025 con alcune parti sociali siano da considerarsi superati o se Q8 intenda farsene carico“.
Sul tavolo restano le ricadute occupazionali, in particolare per l’indotto metalmeccanico. AVS registra il “cauto ottimismo” di alcune parti coinvolte, ottimismo che però non viene condiviso. “Condividiamo invece – sottolineano – le preoccupazioni espresse dalla Fiom-Cgil di Siracusa sui posti di lavoro già persi e su quelli che rischiano di andare perduti nei prossimi mesi“. Di segno opposto le valutazioni del Governo, con il ministro Urso che ha definito la partnership Eni-Q8 una “scelta strategica”. Una lettura che Sinistra Italiana–AVS continua a contestare.
La posizione del partito resta quella già espressa nell’ottobre 2024 e ribadita nei volantinaggi davanti alle portinerie della zona industriale e nelle interrogazioni parlamentari. “Manca un piano industriale capace di rilanciare la zona industriale di Siracusa verso un modello produttivo sostenibile dal punto di vista ambientale, economico e occupazionale“, affermano Zappulla e Montalto.
Secondo AVS, affrontare una crisi di sistema senza una visione organica e di lungo periodo significa accettare che lavoratrici, lavoratori e territorio paghino un prezzo altissimo in termini di occupazione, mancato risanamento ambientale e calo del Pil provinciale.
Pur riconoscendo che la bioraffineria intercetta un mercato in crescita come quello dei biocarburanti, Sinistra Italiana–AVS evidenzia come questo asset, da solo, non sia sufficiente a garantire gli attuali livelli occupazionali. “Senza investimenti certi sulle bonifiche, sul risanamento ambientale, sulla riconversione degli asset e sulla costruzione di un sistema industriale moderno e innovativo – concludono – questo territorio è destinato a un futuro nero“.
Sullo sfondo restano inoltre irrisolte le crisi di Sasol, Isab/Goienergy, IAS e dell’intero indotto metalmeccanico, configurando una crisi industriale profonda con ricadute rilevanti a livello locale, regionale e nazionale.
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