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Blitz alla Casa di Reclusione di Augusta: sequestrati smartphone e droga nelle sezioni di Alta Sicurezza

Alcuni detenuti sono stati colti in flagranza di reato; si è pertanto proceduto al sequestro del materiale

Un agente di Polizia Penitenziaria

Nelle giornate del 16 e 17 novembre, nelle ore mattutine e pomeridiane, presso la Casa di Reclusione di Augusta, sono stati effettuati due blitz disposti dal Comandante del Reparto, Dirigente Guido Maiorana, finalizzati al contrasto delle attività illecite legate all’introduzione di telefoni cellulari di tipo smartphone e sostanze stupefacenti all’interno dei reparti detentivi.

Nel corso delle operazioni, il personale di Polizia Penitenziaria, coordinato sul campo da ispettori e sovrintendenti, ha rinvenuto — anche murati all’interno delle pareti delle camere detentive delle sezioni di Alta Sicurezza — 15 telefoni cellulari smartphone, completi di schede telefoniche e cavi USB per la ricarica, nonché circa 70 grammi di sostanza stupefacente.
Alcuni detenuti sono stati colti in flagranza di reato; si è pertanto proceduto al sequestro del materiale illecito e al deferimento all’Autorità Giudiziaria dei responsabili.

L’ennesima operazione di contrasto all’illegalità dimostra la grande professionalità e l’elevato livello di operatività del personale della Casa di Reclusione di Augusta che, con sacrificio e spirito di iniziativa, continua — sotto la guida del Dirigente Guido Maiorana — a garantire legalità e rispetto delle regole all’interno dell’istituto penitenziario.

Il risultato è stato possibile grazie alle straordinarie capacità di intelligence e di intervento operativo della Polizia Penitenziaria di Augusta e del suo Comandante, che attraverso accurate investigazioni, basate su osservazione diretta, monitoraggio mirato di alcuni detenuti e analisi dei loro movimenti interni, ha consentito la piena riuscita dell’operazione.

Il SAPPE sottolinea come, nonostante l’intensificazione delle attività di intelligence, dei controlli e delle perquisizioni, la diffusione di telefoni cellulari e altri oggetti illeciti resti un fenomeno ancora difficile da arginare. Anche l’adozione di tecnologie anti-drone e di disturbatori di segnale (jammer), come quelle presenti nell’Istituto Megarese, appare oggi messa in crisi da sistemi criminali sempre più sofisticati.

Neppure il recente inasprimento normativo, con l’introduzione del reato previsto dall’art. 391-bis del Codice Penale, sembra aver prodotto l’effetto deterrente sperato, contribuendo invece a un ulteriore sovraccarico delle Procure, spesso costrette ad archiviare i procedimenti per assenza di flagranza o per l’impossibilità di individuare con certezza i responsabili.

Il SAPPE della Polizia Penitenziaria Megarese ha espresso piena soddisfazione per l’operato del personale della Casa di Reclusione di Augusta, congratulandosi per il successo dell’operazione e per la professionalità dimostrata in un contesto operativo sempre più complesso.


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