“L’aver trovato una prima soluzione-tampone per garantire la fruizione di una porzione di spiaggia nell’area di Riva Porto Lachio senza con questo penalizzare chi, dal punto di vista imprenditoriale, ha scommesso ed investito su quella stessa zona è certamente un fatto positivo. Non di meno, però, nella vicenda restano intatte le responsabilità di chi, pur rimanendo al riparo del rispetto degli iter autorizzativi, avrebbe dovuto valutare in maniera più globale l’effettivo impatto dell’intervento in termini di oggettiva compressione del diritto pubblico alla fruizione della costa sino a quasi “cancellarlo” per intero”.
Sono le parole pronunciate stamane dall’on. Mario Bonomo, deputato regionale del Partito Democratico, che in più circostanze è intervenuto sulla vicenda oltre ad aver materialmente “presidiato” la zona sabato scorso in occasione del sit-in spontaneo di un centinaio di persone che reclamavano la possibilità di accedere a quella spiaggetta che da sempre frequentavano.
“Non mi piace rivendicare primogeniture o altro – ha proseguito l’on. Mario Bonomo – ma non posso non ricordare che l’incontro di ieri, al quale non ho potuto prendere personalmente parte per precedenti impegni istituzionali in aula a Palermo, è nato dalla mia richiesta di intervento in loco del sindaco“.
“A Visentin va dato atto non solo di aver risposto a questa sollecitazione, si badi bene non tanto mia quanto di quei cittadini che si sono sentiti espropriati di spiaggia e mare e dei quali mi sono fatto portavoce, ma anche di aver operato per conciliare i diversi interessi”.
“Resta, però, sulla vicenda – ha concluso l’on. Bonomo – l’ombra lunga di un’inadeguata attenzione prestata dagli organismi deputati al rilascio delle autorizzazioni ed ai controlli sugli interventi : il Comune, in particolare, tenga ben presente che non potrà più fare come Ponzio Pilato lavandosi le mani nel catino delle autorizzazioni date da terzi enti. La difesa degli interessi della collettività è il primo obbligo di un’amministrazione pubblica. E ciò, ovviamente, non vale solo per il libero e gratuito accesso al mare…”.
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