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Bonomo Su Rigassificatore Priolo: “Servono Ulteriori Accertamenti, Sospendere La Conferenza Dei Servizi”

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Sospendere, o quanto meno rinviare, la prevista conferenza dei servizi del 26 novembre prossimo con all’ordine del giorno la realizzazione del rigassificatore di Priolo-Melilli.
La richiesta è stata avanzata dall’on. Mario Bonomo, deputato regionale del Partito Democratico, nella qualità di presidente della sottocommissione di indagine e studio dei danni e dei rischi ambientali dell’Assemblea Regionale Siciliana, con una lettera inviata al presidente della Regione, Raffaele Lombardo, ed all’assessore regionale all’industria, Marco Venturi, oltre che al direttore generale dello stesso assessorato regionale all’industria.

“Alla luce delle notizie possedute – sostiene il deputato -, il procedimento amministrativo posto in essere risulta viziato da gravi lacune e carenze che potrebbero pregiudicare la sicurezza ambientale e rappresentare un rischio per la vita e la salute dei cittadini”. In particolare, Bonomo pone l’attenzione, tra le altre questioni, sulla verifica dei parametri e dei nullaosta rilasciati dal Ministero degli Interni e dal Ministero della Difesa, in considerazione del fatto che la costruzione del nuovo impianto è stata prevista all’interno di un sito che si presenta anche “altamente militarizzato”.
“E’ un aspetto dell’intera vicenda – ha spiegato Mario Bonomo – sul quale riteniamo indispensabile che sia fatta subito la massima chiarezza: se, infatti, la percezione legata al rischio industriale appare più evidente alla luce degli insediamenti esistenti, lo stesso non sembra possa dirsi per quel che riguarda la coesistenza di un simile impianto con gli insediamenti militari, anche questi estremamente significativi, che si trovano nella zona. Appare indispensabile, dunque, prima di procedere oltre che sulla specifica questione si fornisca ogni chiarimento”.

“Non esiste una pregiudiziale contro l’impianto – ha aggiunto – ma è certo che la costruzione in una zona già assai densamente industrializzata, connotata da una presenza imponente di industrie “pesanti”, in un sito che per di più evidenzia peculiarità anche dal punto di vista di insediamenti militari, pone una serie di interrogativi ai quali la politica deve dare tutto il proprio contributo per risolverli e non lasciare zone d’ombra.
Non è certo compito della politica quello di dire se per un impianto come questo, quello individuato sia o meno il sito più idoneo o se la tipologia costruttiva scelta sia quella giusta o meno. Certo è, invece, che compito della politica sia di richiedere una scrupolosa e rigorosissima verifica del rispetto delle regole a salvaguardia di quel bene primario ed insopprimibile che è la salute e la sicurezza dei cittadini al cospetto della quale qualsiasi altra valutazione, pur meritevole di attenzione, non può che cedere il passo”.

A tal proposito Bono dichiara che le popolazioni più direttamente interessate dal nuovo progetto, quelle di Priolo e di Melilli, si sono inequivocabilmente espresse con dei referendum contro il progetto. “Referendum consultivi – spiega -, che nel caso di Priolo ha anche superato chiaramente la soglia minima richiesta conferendogli dunque tutto il “peso” e l’autorevolezza che la legge riconosce a simili strumenti di democrazia partecipata, che hanno fatto registrare percentuali di “no” al nuovo impianto assai vicine al 100 per cento. Ecco, ignorare tutto ciò, magari “rifugiandosi” nel voto dei consigli comunali non gioverebbe certo al rapporto fiduciario tra cittadini amministrati e amministratori”.

“La bussola per orientare le scelte non può dunque che essere quella della tutela degli interessi collettivi rispetto a quelli, certo legittimi e non da demonizzare, dell’impresa privata: d’altra parte, dati dei consumi siciliani alla mano, la realizzazione del rigassificatore di Priolo-Melilli non avrebbe quel carattere strategico da più parti indicato per la nostra regione pur restando ovviamente un tassello importante della politica energetica nazionale”.

E per concludere, Bonomo afferma che, “nel caso in cui questo impianto obbedendo ad ogni prescrizione e non rappresentando, per la salute e sicurezza delle popolazioni, un fattore di rischio, venisse realizzato così come proposto che sulla partita delle misure compensative e di mitigazione ambientale si prenda a parametro quanto pattuito, con altro investitore per un analogo progetto, in provincia di Agrigento. I cittadini della provincia di Siracusa non possono essere considerati di serie B rispetto a quelli di altre aree della nostra stessa regione”.