Continua a suon di comunicati, riunioni, telefonate e dibattiti l’accesa discussione sulla chiusura del museo dei Luoghi Contadini di Buscemi. Protagonisti di una vicenda che come sempre in questa provincia e regione assume aspetti pirandelliani, sono l’ex direttore Acquaviva, il comune di Buscemi, in parte quello di Palazzolo e la Regione. Ma attorno alle polemiche di questi mesi si inserisce una serie di personalità come Mariarita Sgarlata che per difendere l’ecomuseo di Buscemi mette in discussione addirittura la “inutile” mostra temporanea Antonelliana a Palazzolo.
Fatto sta che il museo così come concepito da Rosario Acquaviva ormai nel lontano 1988 e composto da un itinerario che comprende anche i mulini ad acqua e la Casa Museo di Antonino Uccello nel comune di Palazzolo Acreide, non esisterà più. Per ragioni economiche, in primis, precisa proprio Rosario Acquaviva, ma anche per motivi organizzativi, d’intesa con le istituzioni e per la mancanza di decreti ad hoc per le realtà eco-museali. Proprio su questo punto è tornata anche la Sgarlata che lamenta l’assenza della Regione, la situazione delle Soprintendenze senza risorse, dei musei senza fondi per il funzionamento ordinario, ma con l’anomalia di tante, tante iniziative direttamente promosse in tutta la Sicilia – mostre, sagre ed eventi collaterali – che per la Sgarlata hanno però il sapore di operazioni puramente elettorali. A questo punto della storia, dopo giorni, è arrivata la nota ufficiale del Comune di Buscemi che, stando alle dichiarazioni del primo cittadino, sembra sia stato chiamato in causa come responsabile della chiusura e di essere complice nella distruzione di quello che era un sogno di rinascita e sollevamento di un intero tessuto economico per la città di Buscemi.
“Premesso – spiegano il sindaco Carbè e l’assessore Lea – che l’ intera comunità buscemese ha letteralmente consegnato da quasi trent’anni la città per le attività museali e di promozione turistico-culturale all’Associazione per la conservazione della cultura popolare degli Iblei, è chiaro che è l’Associazione che deve tutto a Buscemi (Cittadini, Imprese e Amministrazioni Comunali) e non il contrario. La collettività buscemese ha creduto nel progetto “Paese Museo”, ne ha consentito la nascita con la partecipazione di tutti nonché demandato all’associazione le attività di gestione e proposizione, e non il contrario. Non è corretto celare le responsabilità dietro parole come maldicenze e destabilizzazioni. Dai fatti risulta che il fondatore dell’Associazione Rosario Acquaviva, è stato messo sempre nelle condizioni di potere operare al meglio nel settore turistico e culturale”. In un lungo comunicato già diffuso dall’amministrazione buscemese si spiegano i fatti, gli incontri e i vari tavoli tecnici che comunque hanno, alla fine, sancito un nulla di fatto. Di chi sia la responsabilità a questo punto non è chiaro e molti cittadini oggi si chiedono cosa succederà.
Probabilmente si proverà a ripartire con un un’altra gestione che terrà conto necessariamente anche dell’attuale, ma ancora una volta il territorio si trova a dover ripartire, a difendere la sua vera vocazione turistica, culturale, eco-sostenibile. Ancora una volta la disorganizzazione di una Regione che non legifera come dovrebbe, di campanilismi e di mancanza di piani sono l’emblema di tante comunità che hanno la necessità di recuperare le proprie radici, la propria identità e di valorizzare il patrimonio che è parte del dna e della storia di tanti luoghi di Sicilia e di questa provincia.
Maurizio Aiello
© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo
© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni





