LE FORMAZIONI:
Rosarno: De Luca, Bassi De Masi, Ricciardi, Arona, Scorrano, Sardo, Trentinella, Di Maio (Corigliano) Cirillo, Bruzzese (Del Giudice 24’ st), Saffioti. A disp: Volturo, De Masi, Napoli, Insana, Galati. All. Carella
Palazzolo: Grimaudo, Alderuccio, Catania, Teriaca (Tarascio 16’ st); Armenio, Casisa (Dama 33’ pt), Gatto (Implatini 16’ st); Bennardo, La Vaccara, Marletta, Spampinato. A disp: La Malfa, Fusca, Trovato, Fontana. All. Alacqua
Marcatori: Cirillo 29’ pt (R )
Ammoniti: Scorrano ® 2’st
Terna: Pellegrini (Trento); Fidotta di Enna, Tomarchio di Agrigento.
LA CRONACA
Primo tempo:
5’ Trentinella ci prova da vicino ma la palla è fuori, calcio di punizione da posizione distante, tiro di Gatto, la palla finisce sulla linea di fondo. 18’ punizione di Di Maio che sfiora l’incrocio dei pali; 28’ bella intesa tra La Vaccara e Teriaca che tira dall’angolo ma Bennardo non approfitta; 29’ Gol Rosarno Cirillo di testa su cross di Ricciardi; 33’ sost. P: Dama per Casisa.
Secondo tempo:
7’ di Maio su cross di Trentinella; 10’ Armenio salva di testa sulla linea; 15’ cross Marletta e Sardo respinge; 16’ sost. P: Tarascio per Teriaca; Implatini per Gatto; 17’ calcio di punizione di Marletta; 21’ ammonito Scorrano (R); 22’ Spampinato da solo davanti al portiere gli consegna la palla tra le braccia; 24’ Del Giudice per Bruzzese; 26’ La Vaccara ci prova; 27 Implatini prende la traversa con gran tiro da lunga distanza; 44’ Occasione per il pareggio di La Vaccara ma De Luca para in due tempi dopo che gli sfugge la palla dalle mani; 46’ cerca il secondo gol il Rosarno con Corigliano che da solo si porta davanti a Grimaudo ma cicca clamorosamente.
Una media di un punto per gara. La statistica del direttore sportivo Peppe Agozzino purtroppo è stata sin qui disattesa. Il Palazzolo torna a casa a mani vuote, nonostante l’alto tasso tecnico tattico, il livello e la cattiveria agonistica dei suoi uomini, in campo e panchina. Nonostante quella traversa colpita da Implatini e quell’azione insidiosa non andata a buon fine da parte del capitano La Vaccara che Alacqua spedisce in campo sin dal primo minuto. Nonostante, l’assenza del bomber Arena bloccato a casa da un improvviso attacco influenzale. Nonostante l’infortunio in gara per Matteo Casisa prontamente sostituito da Dama. Insomma, nonostante tutto, il Palazzolo non meritava di perdere.
Nel secondo tempo, specialmente, ha costruito una gran mole di lavoro, le occasioni per il pari e per il probabile sorpasso non sono mancate. Eppure, il “Giovanni Paolo II” resta per i canarini un tabù, un campo stregato!
Salta così il ruolino di marcia immaginato da Agozzino. “La meta sono i 42 punti che dovrebbero essere quelli della tranquillità totale – afferma il DS del Palazzolo –. Eravamo consapevoli che la seconda parte del campionato sarebbe stata ancora più difficile, incontreremo squadre più forti, specie fuori casa. Ed ecco il Rosarno: imbattuto dentro casa, ha perduto solo col Milazzo. Un organico abbastanza ostico quello calabro e ben rappresentato da Di Maio, ex di lusso, uno dei migliori centrocampisti della serie D di tutti i gironi, a mio avviso. Un professionista esemplare. Un vero e proprio direttore d’orchestra. E poi in attacco c’è quella coppia niente male che risponde al nome di Saffioti-Cirillo, un attacco di primissimo d’ordine, insieme possono segnare 25, 30 reti che non sono poche in questa categoria”.
“Meritavamo di vincere – afferma Pietro Gatto, centrocampista del Palazzolo -. Personalmente, ho visto un primo tempo diverso rispetto al secondo dove abbiamo creato più occasioni, forse Spampinato credeva di essere in fuori gioco e ha sbagliato il gol davanti alla porta. Lo stesso La Vaccara ha fatto qualche traversone. Archiviamo in fretta anche questa seconda sconfitta consecutiva, e andiamo avanti sperando di raggiungere i punti prefissi per la salvezza al più presto”.
“Ai ragazzi non va rimproverato nulla – dice il team manager Paolo Bonaiuto -. Fa molto male perdere così perchè il Rosarno, se oggi è al secondo posto in classifica, non lo è perché è superiore al Palazzolo o ad altre squadre. Anzi, volendo leggere attentamente i valori espressi in campo, al Palazzolo sarebbe andato strettissimo anche il pareggio. Specie dando uno sguardo alla gara del secondo tempo. E c’è un altro aspetto da sottolineare: dopo dieci giornate, il Palazzolo non ha mai avuto un calcio di rigore. Ed oggi ci poteva benissimo stare il rigore”.
Allora, sarà colpa della terna? “No – specifica subito il team manager -, alla fine l’operato dell’arbitro e degli assistenti non ha molto influito sul risultato. Certo, nei momenti di indecisione sono stati sempre a favore dei padroni di casa, perche su qualche fallo hanno sorvolato. Alla fine dei conti, il Palazzolo non può recriminare nulla, qualche mea culpa ci sta […]”.
E che dire sulla Rossanese che ha vinto ad
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