Proseguono, al “Di Pasquale”, gli allenamenti dei rossoblu: l’obiettivo, ora, è battere il Paternò
Il presidente Longo sulla polemica a distanza con Bianco: “Non ho mai fatto il suo nome”
Il Real Avola per il sociale con le missioni umanitarie in Congo di Corrado Rizza
Avola – Settimana d’intenso e proficuo lavoro, al “Meno Di Pasquale”, per i giocatori rossoblu, i quali sono decisi più che mai a riscattare il mezzo passo falso di domenica già a partire dalla gara interna con il Paternò. Una squadra, quella etnea, che non va assolutamente sottovalutata nonostante la classifica deficitaria e che, ad Avola, di sicuro giocherà senza nulla da perdere. Seby Catania e i suoi ragazzi, comunque, sanno che dovranno affrontare il Paternò con la massima concentrazione e, negli ultimi giorni, sono apparsi tutti in buona forma: la squadra, tra l’altro, potrà contare sul ritorno di Danilo Ulma, che è reduce da un turno di squalifica, e di Matteo Casisa, il quale è finalmente sulla via del pieno recupero anche se, probabilmente, partirà dalla panchina. Ieri ha lavorato a parte il “bomber” Attilio Sirugo, che è stato fermato da un lieve attacco influenzale, mentre il difensore Marco Marziano sarà con ogni probabilità a disposizione a partire dalla gara di Vittoria.
Intanto il presidente della società avolese, Antonino Longo, ha tenuto a precisare di “non aver mai fatto il nome di Bianco nel corso della trasmissione andata in onda lunedì sera su Canale Otto. Tra l’altro si tratta di una persona che non conosco e non vedo, quindi, che tipo di rapporto possa avere con la nostra società. I contenuti degli articoli apparsi sulla stampa nei giorni scorsi, – ha detto – vanno assolutamente rivisti. Invito, in tal senso, i giornalisti a verificare l’autenticità delle vicende riportate sui quotidiani e a contattare personalmente me o il nostro ufficio stampa prima d’inventare dichiarazioni non rispondenti in alcun modo alla realtà”.
Una lieta notizia, infine, arriva dalla nostra città, con il trentasettenne Corrado Rizza (della diocesi della chiesa di San Giovanni) che è impegnato in delle missioni umanitarie volte ad aiutare la popolazione congolese. Nel suo ultimo viaggio in Congo insieme a lui ci sono anche i colori rossoblu grazie ad un pallone con le firme dei giocatori e a del materiale sportivo che è stato consegnato al missionario prima della partenza.
