Doveva essere un normale volo serale verso Catania, quello delle 21 di ieri sera, lunedì 1 dicembre operato da Ryanair. Invece, per i passeggeri a bordo si è trasformato in una piccola odissea durata ore, fatta di comunicazioni frammentarie, caldo soffocante e un crescendo di disagi.
Tutto è iniziato con un primo ritardo: partenza riprogrammata alle 21:45, nulla troppo di insolito. Ma una volta completato l’imbarco, quando l’aereo era già in fase di rullaggio verso la pista, i piloti hanno riscontrato un problema tecnico e la macchina è stata quindi riportata in piazzola.
La comunicazione iniziale parlava della necessità di sostituire un componente, disponibile in hangar, con un intervento tecnico che sarebbe durato circa un’ora. Nel frattempo, però, a bordo si è creato un clima pesante. In tutti i sensi: aria condizionata spenta per oltre mezz’ora, nessuna informazione aggiuntiva e soprattutto nessuna fornitura d’acqua, se non su espressa richiesta, come lamentato da diversi passeggeri.
Alle 23:30 una nuova comunicazione: sarebbe stato necessario cambiare completamente l’aeromobile, in attesa che un altro velivolo Ryanair arrivasse a Bergamo. Intanto sulle mail dei passeggeri, visto il ritardo accumulatosi superiore alle 2 ore, la compagnia informava della possibilità di chiedere il rimborso del biglietto. Ma il paradosso era dietro l’angolo: pochi minuti dopo, annunciata la riparazione della valvola difettosa, i passeggeri sono stati informati che si sarebbe potuti partire… non appena disponibile un nuovo equipaggio.
Intanto l’orologio segnava 00:30. Da programma, l’aereo sarebbe già dovuto essere atterrato a Catania. Invece il volo era ancora fermo, e i passeggeri – stremati dall’attesa – hanno potuto ottenere una bottiglietta d’acqua. Pagandola.
A rendere la situazione ancora più complessa le diverse esigenze a bordo: c’era chi il giorno dopo aveva un concorso, chi un rientro in giornata, una scolaresca di ritorno da un viaggio, e tanti lavoratori che l’indomani avrebbero dovuto essere puntuali in ufficio.
Nelle lunghe ore d’attesa, la cabina si è trasformata in un piccolo spaccato di umanità. I viaggiatori sconosciuti tra loro fino a pochi minuti prima, hanno iniziato a condividere storie, timori, ironia e consigli.
C’era chi, avendo già vissuto disavventure simili, distribuiva il numero di un avvocato specializzato per ottenere indennizzi; chi non smetteva di aggiornare amici, partner e familiari, chi aveva perso l’ultimo autobus per il rientro e cercava una soluzione, chi si avvicinava ai portelloni aperti per respirare un po’ d’aria fresca e chi riusciva perfino a dormire, riaprendo gli occhi solo al momento dell’atterraggio a Catania.
Compagni di viaggio nella totale indifferenza quando tutto procede senza intoppi, conoscenti per una notte al primo segnale di difficoltà. Una lunghissima notte, fatta di attese e imprevisti, che si è conclusa solo dopo le 2 di notte, lasciando sicuramente un ricordo indelebile di quanto possa essere bello viaggiare. Ma solo senza imprevisti.
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