Il Comune di Canicattini Bagni e l’Ente Fauna Siciliana hanno siglato un Protocollo d’Intesa per la realizzazione della Carta delle potenzialità archeologiche dell’Altopiano canicattinese.
Grazie anche alle ricerche e agli studi fatti nel territorio dal ricercatore Paolino Uccello è stato possibile scoprire che Canicattini, pur datando la sua fondazione nel 1681, insiste su un territorio abitato fin dalla preistoria, come dimostra il fatto che sono rintracciabili siti preistorici, tardo-romani e bizantini (necropoli Cozzo Guardiole, resti nella Contrada Case Vecchie).
« La Carta che l’Ente Fauna Siciliana realizzerà, assieme ai tecnici e agli studiosi del Servizio Beni Archeologici della Soprintendenza BB.CC. di Siracusa, diretto dal dottor Lorenzo Guzzardi – ha detto il sindaco Paolo Amenta – sarà uno strumento essenziale per ritrovare i segni della memoria storica per tutelarli unitamente all’equilibrio e all’armonia del paesaggio. Dal punto di vista della crescita delle opportunità di sviluppo economico della città, il progetto che abbiamo affidato, saprà suscitare nuove potenzialità di sviluppo e rinnovati motivi di interesse per questi luoghi iblei, ad iniziare dall’intercettazione dei flussi turistici».
L’area di prospezione del progetto è limitata a circa 8 chilometri di distanza dal centro abitato di Canicattini Bagni, ed è inserita nel bacino del Torrente Cavadonna con tutte le sue affluenze e diramazioni, delimitata a sud dal Vallone Cugno Lupo e da Cava Contessa, a nord dalle contrade Bibbia e Monasteri, ad est dalla piana di Siracusa e ad ovest dalle contrade Camelio e Passo del Ladro.
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