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Canicattini, omicidio di Laura Petrolito: “no” a una nuova perizia neurologica per Cugno

Il giovane è già stato condannato a 30 anni di reclusione in primo grado per l'omicidio della compagna avvenuta nel 2017

Nessuna perizia neurologica per Paolo Cugno, il 28enne condannato in primo grado a 30 anni di reclusione (con rito abbreviato) per l’omicidio di Laura Petrolito avvenuto nel 2017 a Canicattini Bagni. L’avvocato difensore di Cugno, Titta Rizza, aveva puntato sulla presunta incapacità dell’imputato chiedendo una nuova perizia psichiatrica mentre la Procura generale di Catania, rappresentata dal Pm Antonio Nicastro, si era opposta a tale richiesta.

E nell’udienza di ieri i giudici della prima sezione penale della Corte d’Appello di Catania hanno rigettato la richiesta di Rizza, dichiarando chiusa la fase dibattimentale, rinviando al 23 aprile il processo per l’avvio della discussione.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri Cugno, al culmine di una lite con la compagna, aveva inflitto numerose coltellate sul corpo della donna, e poi aveva gettato il cadavere in un pozzo in un appezzamento di terreno, a Canicattini. Il giovane era stato fermato dai militari alcune ore dopo il delitto e aveva confessato. La difesa ha sempre sostenuto l’incapacità di intendere e di volere.

Laura e il suo compagno erano usciti di casa per una passeggiata lasciando il figlio (che all’epoca aveva 8 mesi) con il nonno, il papà della ragazza. Non hanno fatto più rientro. In serata l’uomo ha iniziato a chiamare entrambi i cellulari senza ottenere alcuna risposta e poi ha avvisato i Carabinieri, nella convinzione che alla figlia potesse essere successo qualcosa.


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