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Canicattini, uccise la compagna a coltellate: chiesto il rinvio a giudizio per Cugno, la difesa punta a un’altra perizia psichiatrica

A febbraio davanti al giudice Carla Frau si aprirà una vera e propria battaglia sul profilo psicologico di Cugno, con la difesa intenzionata a dimostrare l'incapacità di intendere del proprio assistito, così da poter ottenere, in caso di condanna, uno sconto di pena

Una nuova perizia per Paolo Cugno, il 27 enne di Canicattini Bagni accusato di aver ucciso nel marzo scorso la fidanzata Laura Petrolito con 16 coltellate al collo e al petto, prima di cercare di nascondere il corpo all’interno di un pozzo artesiano in un terreno di proprietà.

A chiederla, in occasione della prossima udienza fissata il 4 febbraio, è la difesa dell’indagato guidata dall’avvocato Giambattista Rizza, che ha chiesto per Cugno il rito abbreviato sotto condizione di ulteriore perizia svolta dal collegio. Reo confesso, il giovane è già stato sottoposto a due perizie: una prodotta dal consulente della difesa, Michele Lo Magro, in cui si evidenziava un profilo di “schizofrenia”. Un’altra dal Ctu incaricato dalla Procura della Repubblica, affidata allo psichiatra Antonino Petralia, secondo cui Cugno era “capace di intendere e di volere” nel momento in cui avrebbe ucciso la fidanzata.

Insomma, a febbraio davanti al giudice Carla Frau si aprirà una vera e propria battaglia sul profilo psicologico di Cugno, con la difesa intenzionata a dimostrare l’incapacità di intendere del proprio assistito, così da poter ottenere, in caso di condanna, uno sconto di pena.


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