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Caravaggio. Sgarbi provocatorio, eccessivo, ferito lancia strali contro gli “impotenti di Siracusa”: venite a prendere il quadro

"Avere un'opera così importante e non poter far nulla è un segnale di impotenza, che peraltro corrisponde alla vostra natura. Gli impotenti di Siracusa tutti, continueranno a essere impotenti. E non verranno neppure a prendersi l'opera"

Provocatorio come sempre, eccessivo come sempre ma forse in questo caso anche “ferito” come non mai. Perché diciamola tutta: al netto delle polemiche, Siracusa con la “querelle” Caravaggio ha fatto un affare sulle spalle del Mart. E di Sgarbi. Una nuova “casa” costruita tutta a spese del Mart, un quadro di cui adesso sappiamo con certezza lo stato di salute e forse anche un “identità cittadina” ritrovata.

E probabilmente questo a Sgarbi, che vive e si alimenta di polemiche non è piaciuto. Ha chiamato i protagonisti siracusani della polemica “impotenti”, ha storpiato i loro nomi, ha avanzato bizzarre ipotesi secondo cui – attraverso conoscenze personali (come se le cose funzionassero solo così) – il quadro potrebbe non tornare a Siracusa prima di un anno. Ma forse il vero “impotente” di fronte ai fatti oggi è lui. Già, perché storpiare il nome del presidente di Dracma (Giovanni Di Lorenzo diventa De Filippo) e lanciare accuse a Giansiracusa (ovviamente “sbagliando” nome) è segno di debolezza ma è anche un segno di riconoscimento del parlamentare, che ama gli eccessi e che è stato più volte spostato a forza anche dalla Camera dei deputati. Il dipinto in ogni caso stasera verrà impacchettato verso Siracusa e, volente o nolente, Sgarbi dovrà accettarlo. “Pacta sunt servanda”: lo ha detto lo stesso Sgarbi nell’incipit del proprio video provocazione.

E infatti saranno rispettati. Anche perché il presidente del Mart è già stato bacchettato dal direttore centrale del Fec, Alessandra Camporota, a cui il responsabile del Mart non dedica certo parole al miele. “Martiri siracusani venite a prendere il quadro, vi aspetto. Altrimenti dovrete aspettare tempi tecnici: il sopralluogo dei tecnici dell’Icr e poi giorno 6 può partire” – dice Sgarbi, che ironizza sulla necessità di Siracusa di avere indietro il dipinto (“non sanno dove metterlo, non sanno cosa farne”) chiedendo al ministro di far girare il quadro per 3 mesi a Rimini, altri 3 a Roma per poi tornare a dicembre 2021 per la festa di Santa Lucia, con tanto di processione che quest’anno non ci sarà causa covid.

Un suggerimento – lo definisce lo stesso Sgarbi – perché “avere un’opera così importante e non poter far nulla è un segnale di impotenza, che peraltro corrisponde alla vostra natura. Gli impotenti di Siracusa tutti, continueranno a essere impotenti. E non verranno neppure a prendersi l’opera. Vi aspetto il 4 dicembre 2020 o 2021, forse è meglio che l’opera giri”.


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