Attualità Allarme del Garante dei detenuti

Carcere di Siracusa allo stremo: oltre 700 detenuti, caldo estremo, cimici, carenza di agenti e sanità in affanno

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Carcere di Cavadonna

Il carcere di Cavadonna è oltre il limite della sostenibilità. Sovraffollamento, temperature sempre più elevate, carenze strutturali, emergenze igienico-sanitarie, personale insufficiente e una sanità penitenziaria in forte difficoltà. Questo il quadro tracciato dal Garante dei diritti delle persone private della libertà del Comune di Siracusa, Giovanni Villari, nella relazione redatta dopo la visita ispettiva effettuata il 1° luglio all’interno della Casa Circondariale.

Il documento, indirizzato alle istituzioni competenti, descrive una situazione definita “drammatica”, aggravata dall’ondata di calore che sta interessando la Sicilia e dagli effetti del cambiamento climatico. Il primo dato riguarda il sovraffollamento. La struttura ha ormai superato le 700 presenze a fronte di una capienza regolamentare di 575 detenuti. Una condizione che, secondo il Garante, non rappresenta soltanto un problema numerico ma incide direttamente sulla qualità della vita, sulla sicurezza e sul rispetto della dignità delle persone ristrette.

Il caldo estivo rende ancora più difficile la permanenza nelle celle. Molti detenuti, inoltre, non dispongono neppure di un ventilatore, con conseguenze particolarmente pesanti per anziani e soggetti affetti da patologie.

La relazione dedica ampio spazio anche alle condizioni igienico-sanitarie. Nonostante gli interventi di disinfestazione già effettuati, all’interno dell’istituto si registra una nuova proliferazione di cimici da letto, favorite dalle elevate temperature, che stanno provocando irritazioni cutanee e problemi legati alla privazione del sonno. Il Garante segnala inoltre la presenza di ratti nelle aree di raccolta dei rifiuti interne al carcere, definendo il fenomeno ormai “ordinario” ma non per questo accettabile.

Tra le criticità evidenziate compare anche il blocco della cosiddetta “Casetta dell’Acqua”, l’impianto installato nel 2024 per distribuire gratuitamente acqua potabile filtrata a detenuti e personale, oggi inutilizzabile a causa di problemi legati alla manutenzione successivi al cambio del gestore del servizio idrico. Il Garante chiede il ripristino immediato dell’impianto.

Uno dei capitoli più delicati riguarda la carenza di personale della Polizia Penitenziaria. Secondo la relazione, gli agenti sono costretti a turni particolarmente gravosi per garantire sicurezza e ordine interno. Mancano sottufficiali e personale nei vari piani della struttura e persino gli appelli avanzati dal comandante sarebbero rimasti finora senza riscontro.

Il rischio, viene evidenziato, è che i ritardi nelle risposte ai detenuti, causati esclusivamente dalla scarsità di personale, possano alimentare tensioni sempre più difficili da gestire. Ma la relazione di Villari va oltre e fotografa anche le difficoltà dell’area sanitaria.

Medici e infermieri operano con organici ridotti, mentre la sospensione di molte traduzioni verso gli ospedali, dovuta proprio alla mancanza di agenti disponibili per le scorte, comporta lunghissime attese per visite specialistiche e interventi chirurgici. Tra gli esempi riportati viene citato il caso di un detenuto che avrebbe atteso oltre un anno e mezzo per una visita urologica, oltre a pazienti oncologici ancora in attesa dell’intervento chirurgico dopo la diagnosi.

A rendere ancora più complicata la gestione quotidiana è il guasto di tutti gli ascensori della struttura, compreso quello dell’infermeria. Una situazione che costringe personale sanitario e detenuti incaricati dei servizi interni a trasportare medicinali, acqua e materiali lungo le scale e che, in caso di emergenze mediche, obbliga i soccorritori a trasferire a braccia i pazienti, con evidenti rischi aggiuntivi.

Tra le possibili soluzioni, il Garante propone una diffusione strutturale della telemedicina. L’obiettivo è ridurre il numero delle traduzioni esterne, velocizzare l’accesso agli specialisti, alleggerire il lavoro della Polizia Penitenziaria e diminuire i costi di gestione, garantendo al tempo stesso una migliore tutela del diritto alla salute dei detenuti.

Nelle conclusioni il Garante rivolge un appello alla politica, alle istituzioni e agli enti del territorio affinché intervengano rapidamente. Secondo la relazione, la Casa Circondariale di Siracusa non può continuare a vivere in una condizione emergenziale permanente e deve tornare a essere un luogo destinato al recupero e al reinserimento sociale, nel pieno rispetto della dignità della persona.

Per questo viene chiesta una mobilitazione istituzionale, con investimenti, interventi strutturali e una maggiore sinergia tra amministrazioni locali, amministrazione penitenziaria e sistema sanitario, affinché le criticità evidenziate trovino finalmente risposte concrete.

 

Giulio Perotti

Giulio Perotti

Giornalista pubblicista dal 2016 e veterano della redazione, dove scrive dal 2011: sport, cronaca, politica locale e ambiente. Consigliere nazionale Fnsi e delegato Assostampa Sicilia, è la memoria storica del giornale.

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