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Carenze a Siracusa, Fazzina: “Mentre Tiche affoga nel cemento, le poche aree verdi del quartiere sono in stato di abbandono”

“Mentre continua l’inesorabile e devastante opera di cementificazione a Tiche, dove ogni fazzoletto di terra rimasto ancora libero viene occupato da complessi condominiali o ville milionarie, i già pochi spazi verdi della zona nord di Siracusa sono lasciati in un pietoso stato di abbandono”. Bilancio impietoso quello tracciato dal consigliere Fabio Fazzina, attivo nel gruppo Pd-PdRC al Consiglio di quartiere Tiche.

Il caso più eclatante, a detta di Fazzina, è quello di piazza “Ernesto Cosenza”, la più estesa del quartiere e potenziale luogo di incontro per ragazzi, anziani e famiglie, lasciata, invece, al degrado e alla progressiva desertificazione per la mancanza di un adeguato impianto d’irrigazione, ricettacolo di cartacce, lattine e bottiglie di plastica, priva di giochi per l’infanzia, panchine e di un’adeguata illuminazione – tutti servizi di cui sono invece dotate le più centrali piazza San Giovanni e piazza Adda.

E non versano in condizioni migliori, secondo quanto risulta dal reportage-denuncia di Fazzina, neanche gli altri spazi cosiddetti “verdi” e di pubblica fruizione e aggregazione del quartiere, quali quelli agli incroci fra via Augusta e v.le dei Comuni e fra v.le Santa Panagia e via Calatabiano, resi inospitali e desolanti dalla prolungata incuria e da cumuli di rifiuti.

“Esempi emblematici dell’irresponsabile e colpevole ritardo delle amministrazioni di centrodestra, che da oltre 10 anni governano questa città, verso credibili e organiche politiche di riqualificazione e valorizzazione del territorio – chiosa il consigliere – Tutto questo mentre altri milioni di metri cubi di cemento saranno presto rovesciati a Tiche, nell’attesa di un boom demografico (nell’ultimo decennio la popolazione del quartiere si è ridotta di quasi 1.000 abitanti!) e di uno sviluppo sociale ed economico che, “grazie” alle scelte politiche miopi ed antistoriche delle amministrazioni Bufardeci e Visentin, non arriveranno mai!“.


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