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Caro bollette: ecco le regioni dove l’energia è più costosa

L’obiettivo è ridurre gradualmente la dipendenza dai combustibili fossili importati, in modo da abbattere i costi strutturali che oggi vanno a pesare sulle tasche dei consumatori

Il nuovo sistema dei prezzi zonali, in vigore da gennaio 2025, ha modificato la determinazione del costo dell’energia elettrica nelle regioni italiane. A differenza del passato, quando tutte le regioni pagavano lo stesso prezzo basato sul PUN (Prezzo Unico Nazionale), oggi la tariffa elettrica è influenzata direttamente dalla produzione energetica locale e dalle infrastrutture disponibili.

Questo meccanismo determina una differenza regionale nelle bollette, quindi alcune zone potrebbero risultare penalizzate rispetto ad altre in base alla loro situazione produttiva e infrastrutturale.

Per evitare rincari e sovrapprezzi, è consigliabile monitorare l’andamento dei prezzi e confrontare le diverse offerte disponibili sul mercato.

Le regioni con l’energia più cara

A marzo 2025 il costo medio nazionale nel mercato tutelato, secondo i dati ARERA, si attesta intorno ai 0,3128 €/kWh tasse incluse. Con l’introduzione dei prezzi zonali, alcune regioni del Mezzogiorno hanno visto crescere le proprie tariffe ben al di sopra di questa media.

Tra le regioni che stanno pagando le bollette più care ci sono soprattutto Sicilia, Sardegna e Calabria, territori dove è minore la presenza di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, nonché dove l’energia prodotta localmente spesso non basta per coprire il fabbisogno, specialmente durante la stagione turistica.

Nello specifico, le isole maggiori, Sicilia e Sardegna, si trovano in una condizione di particolare svantaggio a causa della loro posizione geografica, che comporta costi aggiuntivi per il trasportoe la distribuzione di energia prodotta altrove. A questi fattori si aggiunge anche una maggiore dipendenza dal gas naturale, il cui prezzo a marzo 2025 è fissato da ARERA a 0,533576 €/Smc.

In parte simile è la situazione della Campania e della Puglia, regioni che, nonostante alcuni investimenti recenti in energie rinnovabili, continuano a dipendere in larga misura da impianti tradizionali alimentati a gas. Questa condizione strutturale ha reso anche queste aree più esposte all’aumento dei costi energetici, causando un impatto più pesante sulle famiglie e sulle imprese locali rispetto agli anni precedenti.

Chi paga meno e perché

All’altro capo della classifica si posizionano regioni come Lombardia, Piemonte e Trentino-Alto Adige, le quali beneficiano di una situazione energetica decisamente più favorevole. Queste regioni, grazie all’ampia disponibilità di fonti rinnovabili, specialmente idroelettriche, riescono ad affrontare con minore difficoltà la transizione al nuovo sistema dei prezzi zonali mantenendo costi dell’energia più bassi e stabili rispetto alla media nazionale.

Le ragioni principali che determinano questo vantaggio risiedono nella presenza storica di centrali idroelettriche, in grado di produrre energia a costi decisamente inferiori rispetto a centrali a combustibili fossili. Di conseguenza, le regioni del Nord non solo sono autosufficienti dal punto di vista energetico, ma spesso generano surplus che possono esportare in altre aree d’Italia.

Anche alcune zone del Centro Italia, come l’Emilia-Romagna e la Toscana, stanno mantenendo costi relativamente contenuti grazie ad un mix energetico incentrato sulla produzione locale. Ciò nonostante, a differenza delle regioni alpine, queste aree affrontano oscillazioni di prezzo più evidenti quando aumenta il costo delle materie prime, come il gas naturale, che rappresenta comunque una quota maggioritaria nella produzione regionale.

Come risparmiare sulla bolletta

Alla luce delle marcate differenze regionali nei costi dell’energia, diventa fondamentale valutare con attenzione le diverse opzioni presenti sul mercato. I prezzi e le condizioni delle offerte possono variare sensibilmente da una zona all’altra, motivo per cui è importante adottare un approccio comparativo prima di scegliere il fornitore più adatto alle proprie esigenze.

Nel panorama energetico italiano operano diversi player autorevoli che propongono soluzioni competitive e trasparenti. Per orientarsi tra le varie proposte e individuare quella più conveniente in base alla propria area geografica e al proprio profilo di consumo, può essere utile affidarsi a strumenti di confronto online, come confrontatariffe.it, che permettono di analizzare con facilità le offerte disponibili, come quelle ad esempio di Plenitude, spesso caratterizzate da condizioni vantaggiose e flessibili.

Prendersi il tempo per confrontare le diverse opzioni non solo consente di risparmiare, ma aiuta anche a fare una scelta più consapevole e adatta alle proprie reali esigenze energetiche.

Interventi del governo e prospettive future

Per limitare l’impatto negativo degli aumenti sulle regioni attualmente più svantaggiate, il Governo ha recentemente approvato il Decreto Bollette (Decreto-legge n. 19/2025). Esso include aiuti immediati, come il bonus straordinario di 200 euro per le famiglie con ISEE fino a 25.000 euro, e prevede stanziamenti mirati di 600 milioni di euro per sostenere PMI e imprese energivore, soprattutto nelle aree più colpite dagli aumenti dei costi.

Queste misure, per quanto utili nel breve periodo, devono essere accompagnate da interventi strutturali a medio e lungo termine. La sfida principale per le regioni con bollette più care, per l’appunto, sarà proprio quella di incrementare la produzione locale da fonti rinnovabili.

L’obiettivo è ridurre gradualmente la dipendenza dai combustibili fossili importati, in modo da abbattere i costi strutturali che oggi vanno a pesare sulle tasche dei consumatori.


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