Lavorare tante ore per poter avere la disponibilità economica di pagare tasse e bollette. Questa la denuncia dei ristoratori siracusani alla luce del caro energia che sta colpendo il settore e non solo.
“Prima pagavo 700 euro di luce, adesso oltre mille – dice il titolare di una friggitoria in Ortigia – Per poter sostenere le spese sto lavorando da solo perchè non mi posso permettere di pagare il personale”.
I rincari delle bollette sono aumentati fino a tre volte nell’ultimo anno e fino a cinque volte rispetto al 2019, e cioè prima della pandemia. Complessivamente, la spesa in energia per i comparti del terziario nel 2022 ammonterà a 33 miliardi di euro, il triplo rispetto al 2021 (11 miliardi) e più del doppio rispetto al 2019 (14,9 miliardi).
Anche l’Autorità per l’Energia avanza previsioni negative per l’autunno: i prezzi sono destinati a raddoppiare, se dovesse restare una media attorno ai 180 euro. Il punto è che non si vede, almeno per il momento, una battuta d’arresto. Nella giornata di ieri il prezzo del gas ha superato i 246 euro sulla piazza di Amsterdam, andando poi a chiudere a 225 euro.
“Si lavora per pagare e non per guadagnare. Passa la voglia”, conclude sconfortato un esercente siracusano
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