“L’emergenza è finita, ma non possiamo far finta di nulla: servono risposte, servono responsabilità”. Giuseppe Carta, sindaco di Melilli e deputato regionale, parla così davanti ai microfoni di Siracusa News e mette subito le cose in chiaro. Il rogo alla Ecomac, che per giorni ha tenuto col fiato sospeso Melilli e i comuni vicini, è ufficialmente archiviato: gli ultimi dati di Arpa, confermano che le diossine sono state riscontrate solo nell’area immediatamente adiacente al rogo ma che hanno colpito anche Melilli. E Carta è arrabbiato, anche perché l’incendio non è avvenuto nei confini del Comune melillese ma di Augusta: “Questa è una calamità industriale, non un incidente qualunque. Ho chiesto che la Commissione Ambiente dell’Ars, che si riunirà il 24 luglio ad Augusta, avvii un’ispezione approfondita. Dobbiamo capire chi ha autorizzato, chi ha controllato e cosa non ha funzionato. Non è accettabile che simili impianti siano a ridosso dei centri abitati: qui non parliamo di un serbatoio di cherosene gestito da multinazionali che hanno interesse a preservare il prodotto, ma di strutture in cui, paradossalmente, la perdita del materiale potrebbe persino convenire. È un sistema che va rivisto, anche dal punto di vista normativo”.
Carta ricorda di essere stato promotore di una legge regionale che vietava la costruzione di impianti di trattamento rifiuti vicino a zone abitate o aree vincolate, legge poi revocata “con mio voto contrario – sottolinea –. E avevo previsto che saremmo arrivati a un evento come questo. Il Comune di Melilli, infatti, non ha mai autorizzato impianti di questo tipo. Abbiamo respinto un progetto vicino all’ex autoporto perché troppo vicino al centro abitato e oggi ribadisco che queste strutture devono stare lontane dai cittadini”.
L’amministrazione melillese non si limita a monitorare attraverso gli enti pubblici: “abbiamo incaricato un laboratorio privato per controllare suolo, aria e acqua. Vogliamo dati indipendenti. È chiaro che le istituzioni stanno lavorando – Arpa e Asp hanno fatto il possibile con la tecnologia attuale – ma servono più risorse e più controlli. Siamo già vicini a una calamità ambientale, e la prossima volta potrebbe andare peggio. Io non voglio una Melilli trasformata in una polveriera”.
Il discorso si sposta sulla nuova rete ospedaliera provinciale e qui il tono si fa altrettanto deciso. Carta sostiene il progetto regionale di un Dea di II livello a Siracusa, ma non accetta che i cittadini paghino il prezzo dell’attesa: “Il nuovo ospedale porterà 40 posti letto in più e reparti specializzati che ci eviteranno di emigrare fuori provincia. Ma fino a quando non sarà aperto, la rete attuale non si tocca. Noto, Avola e Lentini devono mantenere reparti e posti letto. I cittadini non possono essere penalizzati per decisioni politiche. Anzi, io chiedo che il pronto soccorso di Noto sia aperto h24. Discuteremo di spostamenti e razionalizzazioni solo quando avremo il nastro da tagliare, non prima”.
Il sindaco di Melilli ha anche espresso apprezzamento per il lavoro dell’Asp di Siracusa, guidata dal dg Alessandro Caltagirone, e ha annunciato che i sindaci proporranno una linea comune per congelare qualsiasi cambiamento fino alla consegna della nuova struttura. “La sanità è un diritto – ribadisce – e non possiamo sacrificare un intero territorio solo per logiche di bilancio”.
Poi Carta torna a parlare della sua Melilli, orgoglioso dei risultati amministrativi e del cambio di percezione del territorio. “Siamo sotto il 10% di disoccupazione, non applichiamo l’addizionale Irpef, i cittadini pagano solo il 10% del servizio rifiuti nella Tari. Abbiamo ottenuto quasi 30 milioni di euro di fondi a fondo perduto negli ultimi cinque anni e stiamo finanziando 11 startup: apriranno nuove trattorie, laboratori artigianali e negozi. A breve apriremo il Museo Pino Valenti e un teatro da 500 posti. Stiamo trasformando Melilli in una meta culturale e naturalistica, non più solo un comune industriale”.
L’estate, intanto, è già cominciata con un fitto calendario di eventi. “Questo weekend avremo la festa della musica, il Teatro di Pietra in piazza San Sebastiano, sfilate di moto e sagre popolari tra Melilli, Villasmundo e Città Giardino. Ma Melilli non è solo spettacoli: è la Pirrera, la Sughereta, il Museo delle Moto d’Epoca, i villaggi neolitici del Petraro e di Cagnolo. I turisti ce lo riconoscono: oggi Melilli è un’altra città”.
L’intervista si chiude con un passaggio politico che guarda a Siracusa e alla nuova giunta di Francesco Italia. “Finalmente un governo più politico e rappresentativo, che esprime i consiglieri comunali e dà voce a tutto il territorio. Ma adesso serve una visione. Francesco ha la città più bella del Meridione e un porto naturale che molti ci invidiano: è il momento che diventi il capotreno di una locomotiva capace di portare investimenti, università, formazione e lavoro in tutta la provincia. Noi siamo pronti a fare squadra: comuni come Melilli, Augusta, Avola e Noto devono muoversi insieme. Solo così gli investitori troveranno un ambiente attrattivo e il nostro territorio potrà crescere davvero”.
© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo
© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni







