Casina Cuti: Monta Ancora La Protesta

Loro proprio non ci stanno. Dire che sono arrabbiati è poco. Sono i commercianti delle bancarelle che operano nella zona archeologica e che entro settembre, su ordinanza sindacale, dovranno trasferirsi nei box in legno di Casina Cuti.
Una vicenda che ormai si trascina da circa 5 anni da quando sono iniziati i lavori per dare dignità e decoro all’organizzazione di vendita dei souvenir.
Un’ opera imponente, costata quasi un milione di euro , ed ora contestata da coloro che dovrebbero usufruirne.
“Non c’è il megaparcheggio galattico che ci avevano promesso. Qui non ci verrà mai nessuna comprare i nostri souvenir – dice Pinenza Ingarao, una dei 13 commercianti che dovrebbero trasferirsi – Ci avevano promesso che gli autobus turistici si sarebbero fermati qui davanti. E così i turisti si sarebbero trovati davanti ai nostri stand con i nostri articoli in bella vista. Ma non è così. Non funziona”.
Da parte sua l’Amministrazione comunale con Rosario Fortuna, Assessore alle Politiche Produttive sta cercando di mediare, di venire incontro alle richieste, per quello che è la competenza comunale, affinché il trasloco risulti “meno doloroso” possibile.
E così, dopo trattative varie, la biglietteria del Parco archeologico sarà trasferita a Casina Cuti, i pullman, secondo gli impegni presi, dovrebbero essere convogliati con segnaletica forzosa a scaricare i turisti all’interno della recinzione e quindi di fronte ai box. Dovrebbe essere aperto poi da via Augusto (di fronte all’ingresso del campo Di Natale) un varco pedonale con relativo accesso per i diversamente abili e con annessa stradina diretta verso la biglietteria di Casina Cuti Il tutto per “centralizzare” la zona e renderla punto obbligatorio di passaggio e di sosta.
I commercianti da parte loro sono molto spaventati da questo trasloco alle cui spalle c’è la sopravvivenza economica di 13 famiglie, molte della quale sono in via Paradiso da più di 50 anni.
La paura delle cose nuove spaventa forse più del dovuto perché sicuramente i nuovi box e gli ampi spazi antistanti sono più appetibili delle vecchie bancarelle. Ma si sa: chi lascia la strada vecchia per la nuova sa quel che lascia e non sa quel che trova. Intanto tra i turisti c’è chi timidamente, già fa capolino per trovare un po’ di ombra e di relax.
 


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