Il segretario provinciale della Casa del Consumatore di Siracusa, Fabrizio Ardita, è intervenuto con una nota sulla vicenda dei presunti ritardi dei referti del servizio di Anatomia Patologica dell’Ospedale “Umberto I” di Siracusa (leggi qui, qui e qui gli articoli relativi all’intervento dell’on. Roberto De Benedictis sull’argomento e alla replica del Dirigente dell’Asp Franco Maniscalco; e qui l’intervento del dott. Castobello).
Questa la nota del segretario Ardita:
“Non conosciamo la posizione dell’Onorevole De beneditcs o di altri che sono intervenuti sui ritardi dei referti per quanto concerne l’Anatomia Patologica dell’Azienda Ospedaliera, essendo che un nostro intervento a suscitato l’animo del Dott. Castobello, riteniamo accogliere la provocazione del confronto con il Dott. Castobello, e precisiamo quindi:
Le affermazioni del dr Castobello circa l’efficienza della Unità Operativa di Anatomia Patologica da lui diretta, rientrano in una logica di autoreferenzialità dalle quali bisognerebbe allontanarsi per dare una immagine obiettiva della realtà: è importante che emergano sia i punti di forza che i punti di debolezza di un servizio diagnostico rivolto all’utenza. Saranno poi eventualmente organismi terzi ad accertare, previa verifica, i requisiti di eccellenza che si dichiarano di avere e che, in atto, secondo il giudizio della gente che si lamenta continuativamente, non sembrerebbe affatto che fin ci siano.
In realtà, tali affermazioni rappresentano verosimilmente il tentativo, male riuscito, di coprire le reali difficoltà in cui lo stesso Dott. Castobello si trova oramai da parecchi mesi. E non sono bastati gli assurdi incrementi di organico (in un momento in cui si tagliano interi reparti in seguito alla riforma sanitaria Siciliana) di cui ha potuto beneficiare il servizio di anatomia patologica del PO Umberto I: sembrerebbe che ci siano ben 4 medici in più rispetto ad un organico iniziale di tre medici e ben 8 (otto!) tecnici cioè cinque in più rispetto all’organico precedente. Precisiamo che tutto ciò per un incremento di attività che non supera il 50% dell’attività precedente.
Forse, veramente, lo scrivente è un po’ disinformato visto che non tecnico ma soggetto a cui tanta gente si rivolge per numerose segnalazioni, ma definire un fiore all’occhiello e soggetto invidiato il reparto specifico, sembra molto eccessivo.
Le affermazioni del Dott. Castobello, cozzano purtroppo contro una realtà di fatti che è molto diversa, da quanto pomposamente dichiarato dallo stesso medico: i ritardi con cui vengono consegnati i referti di anatomia patologica alle UUOO richiedenti, non solo sono una pesante e grave realtà, ma costituiscono anche un gravissimo problema con il quale ogni giorno si sono dovuti misurare gli utenti esterni e gli altri medici della ASP SR che attendono tali referti per poter programmare o aver programmate le terapie.
La veridicità di quanto stiamo scrivendo e dicendo, non solo trova riscontro nella copiosa rassegna stampa che ha interessato le testate giornalistiche della provincia e della regione negli ultimi due mesi, ma è stata supportata anche ed addirittura da inchieste a livello regionale portate avanti dall’On De Benedictis il quale non solo è stato promotore di una interrogazione parlamentare a questo scopo, ma ha anche invitato il Direttore generale della ASP SR, che in un primo momento aveva smentito le denunce, a fornire i tabulati sulla tempistica di consegna dei referti del criticato servizio di Anatomia Patologica: il risultato è stato che, a tutt’oggi, nessuno ha prodotto alcun tabulato, nessun dato inerente il problema in discussione. E questo silenzio non fa altro che confermare che i tabulati darebbero ovviamente ragione a chi ha sollevato il problema specifico.
C’è da sottolineare, inoltre, che Il dr Castobello, nel suo intervento esprime delle osservazioni inopportune, demagogiche e poco documentate (o forse anche strumentali) sulla precedente gestione della anatomia patologica della ex ausl8 (Ci si riferisce sulla vicenda dei privati). Vero che ultimamente i privati non erano cosi’ efficenti, e di certo non è legato alla struttura convenzionata,ma a chi gestiva il servizio, ma anche vero che il servizio reso dai privati, stranamente, consentiva un notevolissimo risparmio di risorse economiche, visto che costava circa un quarto di quanto si spende oggi ( si puo’ documentare anche questo).
La verità, invece, stà nel fatto, che è proprio la funzionalità “eccellente” del servizio pubblico che costringe l’utente a rivolgersi ai privati, ed in alcuni casi anche la sfiducia verso il gestore pubblico di tale servizio, tanto che la gente è costretta a pagare cio’ che dovrebbe garantire la struttura pubblica. E’ assurdo cercare di trincerarsi dietro un auto complimento per gestire un servizio che prima era privatizzato ( sinceramente, che gestisca il pubblico ci soddisfa ampiamente), ma il nostro intervento non voleva ne colpevolizzare ne suscitare le ire del Dott. Castobello, ne tantomento ridimensionare o attaccare il lavoro che con grande saggezza e professionalità espletano i Medici e i Tecnici all’interno della struttura.
Fermorestando che saremo i primi ad elogiare la struttura quando sentiremo la gente esprimersi positivamente, ci meraviglia, invece, il silenzio dello stesso medico, sulla vicenda delle graduatorie dei Tecnici di Laboratorio ( forse anche il quel caso sconosciamo i problemi e chissà se anche in questo caso sia proprio il Dott, Castobello uno dei fautori che si devono esprimere sulla graduatoria), e soprattutto il silenzio nato sulla vicenda del tecnico “ Unico nella sua professione” , perché fin oggi nessuno dice la realtà su come stanno le cose e ci si chiude nasconde nel semplice errore umano riparato ( dopo la denuncia pubblica ed alla Procura della Repubblica). Perché quando deve pagare il soggetto pubblico per errori commessi si insabbiano le cose, e invece quando commette un errore il cittadino semplice, che non conosce nessuno, immediatamente si scatena un putiferio?
Come Casa del Consumatore eravamo presenti al dialogo con il Dirigente del Personale e sinceramente abbiamo arrossito su quanto è stato detto sulla vicenda, soprattutto, perché dovrebbe uscire fuori il nome di chi sia che abbia proposto il tecnico di alta Professionalità e unica figura nel Territorio Italiano al Dirigente, perché, sinceramente, grazie alla totale tolleranza o a forme protettive, non ci meraviglieremo se chi è uscito dalla porta entri dalla finestra grazie sempre alla stessa persona”.