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Cassibile: Si ripropone la questione dell’autonomia territoriale

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato inviatoci dal Consigliere Comunale Paolo Romano, in merito al referendum per la richiesta di autonomia di Cassibile e Fontane Bianche:

“Con una modifica alla legge Regionale 30/2000, pubblicata sulla gazzetta ufficiale della Regione Sicilia nel supplemento ord. n. 1 GURS (p.I) n. 19 del 11.05.2012, che prevede una chiarificazione del concetto di interesse qualificato, intendendosi per tale quelloriferito alle infrastrutture o alle funzioni di istituti territoriali essenziali per l’intera popolazione residente nei comuni interessati alla variazione territoriale, ed all’aggiunta all’art. 8 del comma 7ter che nella sostanza recita che anche quando il referendum venga esteso all’intera popolazione i risultati vengono distintamente raccolti ia fini del quorum strutturale; cioè vengono creati due ambiti uno del territorio che si stacca ed uno del restante territorio; in tal caso il referendum è valido se vota la metà più uno degli aventi diritto in almeno uno dei due ambiti.

Alla luce del nuovo riferimento normativo la questione Autonomia – F.Bianche si ripropone con forza e determinazione. Adesso il Presidente della Regione entro 90 gg. emanerà un apposito regolamento per disciplinare lo svolgimento del referendum; a quel punto vedremo cosi si inventerà la classe dirigente siracusana che in questi anni ha solo saputo calpestare la dignità di un territorio Cassibile – F.Bianche e di una popolazione “cassibilese” con una serie di ricorsi in sede giudiziaria con sentenze molto discutibili, piuttosto che cercare una soluzione , come la politica è preposta a fare, ad una questione che da oltre trenta anni cerca di dare sfogo alle legittime aspettative della cittadinanza.

 

 

A questo punto la nuova norma ci garantisce lo svolgimento del referendum a nulla varranno i tentativi di delegittimazione che cercheranno di adottare nei nostri confronti , ma se ciò avvenisse ancora una volta Be… si scatenerebbe una rivoluzione che ci porterebbe inevitabilmente a rivolgerci al PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA a garanzia della LEGALITA’ e dei nostri DIRITTI.”

 


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