Nuova presa di posizione del Partito Comunista Italiano di Siracusa sul tema dell’accesso al mare e della fruizione degli spazi pubblici lungo la costa cittadina. Il PCI annuncia infatti una nuova manifestazione pubblica sul tema delle spiagge libere e dell’accessibilità al mare, puntando il dito contro quanto sta accadendo al solarium dello Sbarcadero Santa Lucia.
Al centro delle contestazioni vi è la presenza di catene installate lungo la scala di accesso al mare della struttura comunale, che secondo il partito impedirebbero ai cittadini di raggiungere agevolmente l’acqua.
“È inaccettabile quanto sta avvenendo allo Sbarcadero – afferma Marco Gambuzza, segretario del PCI Siracusa –. Da alcuni giorni la struttura è stata di fatto incatenata, costringendo gli utenti a scavalcare le catene o a rinunciare al bagno. Una situazione che penalizza soprattutto gli anziani e che, con le temperature elevate di questi giorni, espone le persone anche a rischi per la salute“.
Il PCI evidenzia inoltre come la struttura, realizzata con fondi pubblici, sia oggi priva di alcuni servizi essenziali. “Parliamo di un’opera costata circa 50 mila euro e che attualmente non dispone nemmeno di una doccia pubblica. È una condizione che riteniamo inaccettabile per uno dei principali punti di accesso al mare del centro urbano“.
Nella nota viene affrontata anche la questione della vicina spiaggia in concessione, che secondo il partito risulterebbe scarsamente frequentata a causa dei costi ritenuti troppo elevati per l’utilizzo dei servizi balneari.
Da qui una serie di richieste rivolte all’amministrazione comunale. Tra queste, la rimozione immediata delle catene, l’installazione di sistemi antiscivolo sui gradini del solarium, l’attivazione di docce e servizi igienici e la realizzazione di una discesa a mare accessibile alle persone con disabilità motorie.
Il PCI chiede inoltre maggiore trasparenza attraverso l’installazione di cartelli informativi nei solarium, nelle spiagge libere e lungo la battigia, oltre alla restituzione alla pubblica fruizione di alcuni varchi di accesso al mare che, secondo il partito, sarebbero oggi di fatto inutilizzabili.
Nel mirino finisce anche il Piano di Utilizzo delle Aree Demaniali Marittime (PUDM). Secondo Gambuzza, è necessario verificare le scelte che riguardano Riva Porto Lachio, definita “l’unica spiaggia del centro urbano”, la cui destinazione ai privati viene contestata dal PCI.
Infine, il partito torna sulla questione dei divieti di balneazione nell’area esterna al porto dello Sbarcadero, ritenendo che le attuali ordinanze siano superate rispetto alle condizioni ambientali odierne e chiedendo un aggiornamento supportato da monitoraggi costanti della qualità delle acque.
“Non possiamo assistere passivamente a una progressiva riduzione degli spazi pubblici di accesso al mare – conclude Gambuzza –. Il mare è un bene comune e deve restare fruibile da tutti i cittadini, senza ostacoli, barriere o limitazioni che ne impediscano l’utilizzo“.
