La Riserva Naturale Orientata Cavagrande del Cassibile, estesa per circa 2 760 ettari tra i comuni di Siracusa, Noto e Avola, è un autentico gioiello naturalistico del nostro territorio.
Creata circa 10 km lungo il corso del fiume Cassibile, ha dato origine a una delle gole più suggestive d’Europa, con canyon imponenti, pareti calcaree alte fino a 250 m, cascate e pozze limpide perfette per il bagno nelle stagioni calde.
Il paesaggio naturale è arricchito da un bosco ripariale unico in Sicilia: platani orientali secolari, salici, pioppi, tamerici e frassini animano le sponde, mentre sulle rocciose pendici crescono specie mediterranee come mirto, leccio, erica, giunchiglie alpine e oltre 34 varietà di orchidee selvatiche, alcune endemiche. Gli ambienti così diversificati permettono l’esistenza di comunità botaniche eccezionali, rare nel Mediterraneo.

Cavagrande custodisce inoltre testimonianze archeologiche millenarie: villaggi rupestri scavati nella roccia già in epoca sicula, ben visibili nella Grotta dei Briganti e nei ddieri, ovvero abitazioni ipogee articolate su più livelli e collegate da cunicoli.
La necropoli di Cassibile, nella cava Sant’Anna, è la più grande dopo quella di Pantalica, con circa 2 000 tombe a grotticella risalenti al periodo del 1000–800 a.C.
La riserva è nata ufficialmente nel 1990 ed è gestita dalla Regione Siciliana. Negli ultimi decenni sono stati realizzati interventi di accesso con scalinate in pietra, rampe e sentieri percorribili, oggi sorvegliati durante l’estate per garantire sicurezza ai visitatori. Se il quadro naturale e storico affascina, non mancano leggende locali che aggiungono un velo di mistero all’area: alcuni racconti parlano di antichi tunnel e presenze spettrali legate a storie dimenticate, alimentando l’immaginario popolare sulle profondità nascoste della riserva.
Cavagrande del Cassibile è dunque un luogo dove ecologia, archeologia e mito si fondono: un’esperienza immersiva che parla al cuore della Sicilia, tra gole profonde, flora rara e antiche tracce di civiltà perdute. Per chi visita Siracusa, è una tappa irrinunciabile per scoprire uno dei paesaggi più autentici dell’isola.
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