Tra le coste assolate di Siracusa cresce una pianta unica nel suo genere, simbolo di tradizione, resistenza e sapienza artigianale: la Giummara, nome siciliano della palma nana (Chamaerops humilis).
È l’unica specie di palma spontanea del bacino del Mediterraneo, e proprio nelle zone costiere del siracusano trova il suo habitat ideale, prosperando tra scogli e terreni aridi dove poche altre piante riuscirebbero a sopravvivere.
La Giummara: la palma che cresce solo a Siracusa
La Giummara è una pianta antica, testimone di una Sicilia autentica e generosa.
Le sue foglie, lunghe e resistenti, vengono tagliate, pulite dalle spine e fatte essiccare al sole estivo. Da queste, gli artigiani locali ricavano la curina, la parte più tenera e flessibile della foglia, che viene intrecciata per realizzare oggetti d’uso quotidiano e decorativo.
Dalla curina alla coffa: l’arte dell’intreccio siciliano
L’intreccio della curina è un’arte antica tramandata di generazione in generazione.
Non è un lavoro semplice: richiede pazienza, precisione e una memoria fatta di gesti tramandati nel tempo. Una volta imparato, il movimento delle mani diventa fluido e naturale, come una danza antica che si ripete da secoli.
Con la curina si realizzano corde, scope, ventagli, tappeti, borse e le celebri “coffe siciliane” — ceste intrecciate un tempo usate per i muli, oggi diventate vere icone di artigianato e moda sostenibile.
Ogni oggetto è unico, frutto di mani sapienti che uniscono estetica, funzionalità e memoria.
La Giummara tra natura e benessere
Oltre al suo valore artigianale, la palma nana è conosciuta anche per le sue proprietà benefiche. I suoi estratti vengono impiegati in fitoterapia per: supportare la funzionalità della prostata e delle vie urinarie negli uomini, favorire la crescita naturale dei capelli, contrastare la caduta legata all’alopecia androgenetica, e migliorare il drenaggio dei liquidi corporei.
Una pianta dunque non solo simbolo della tradizione siracusana, ma anche alleata della salute e del benessere naturale.
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