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Celebrato a Melilli in Dantedì

L'Amministrazione comunale di Melilli ha messo in piedi un Dantedì che si è snodato tra quei luoghi maggiormente generativi di cultura per la città

Omaggiare Dante significa rinvigorire quel messaggio di universalità e di bellezza che il Sommo Poeta ha consegnato a tutta l’umanità. Settecento sono gli anni che intercorrono dalla sua morte e il Dantedì, fissato al 25 marzo dai dantisti poiché riconosciuta come data rappresentativa dell’inizio del viaggio nell’aldilà, ha unito la nazione intera nelle molteplici celebrazioni di quel grande intellettuale che attraverso il suo esempio e la sua opera, ha costruito l’idea stessa di Italia.

L’Amministrazione comunale di Melilli ha messo in piedi un Dantedì che si è snodato tra quei luoghi maggiormente generativi di cultura per la città: la maestosa Pirrera di Sant’Antonio e la nuova biblioteca comunale, nei locali del palazzo di città. L’iniziativa, in linea con gli indirizzi turistico promozionali intrapresi, è stata strutturata in modo tale da celebrare il poeta della Patria attraverso le parole e e suggestioni che di lui ebbe uno dei più grandi intellettuali melillesi, Sebastiano Crescimanno, che giovanissimo, nel 1882, pubblicò su “La Rivista Italiana” un Saggio Critico al XXXIII Canto dell’Inferno, imprimendo sulla carta, con notevole audacia, suggestioni e impressioni suscitate in lui dalla lettura delle terzine incentrate sulla triste sorte del Conte Ugolino.

La lettura dei versi e del commento critico è stata affidata a tre guide d’eccezione, tre giovani studentesse del liceo Quintiliano di Siracusa, Bafumi Iolisa, Bellofiore Alessia, Drago Angela, che hanno introdotto e guidato gli spettatori in un affascinante viaggio “dantesco” articolato tra la nuova Biblioteca Comunale, il luogo in cui si è svolto l’approccio e lo studio ai testi e la Pirrera di Sant’Antonio, la cui bellezza ha fatto da commento e supporto alla lettura. Alle tre giovani studentesse è stata anche offerta la possibilità di consultare un altro interessantissimo saggio critico alla Commedia di Dante del poeta locale Costanzo, dal titolo “Il fine più proprio della Divina Commedia”.

L’iniziativa è stata fortemente sostenuta dal sindaco del Comune di Melilli, Giuseppe Carta, dalla Giunta comunale, dall’assessorato alla pubblica Istruzione e alla Cultura, dall’assessore Rosario Cutrona, vero motore dell’iniziativa, e ha visto coinvolti, oltre le giovani studentesse, le insegnanti Matilde Magnano ed Elina Formica, che si sono rispettivamente occupate dei testi e del coordinamento del progetto, Cristian Brunetto ed Antonino Albanese per il lavoro di riprese e montaggio audio e video.


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