Cassibile – Centro Accoglienza Umberto I° di via Barreca. Un centro di immigrazione per i tanti “sans papier”, i clandestini senza documenti che sbarcano con insostenibile frequenza sulle nostre coste.
Un rifugio di prima accoglienza per dare un tetto ed un pasto agli ospiti, prima che le Autorità decidano del loro destino: rimpatrio o status di rifugiato politico.
La vita non è facile. L’angoscia, la disperazione, il pensiero di tutto ciò che si è lasciato dietro, miseria ed affetti, la preoccupazione del prezzo pagato agli “scafisti” per attraversare il mare che divide l’Africa dall’Europa, investimento che sta per vanificarsi con il rimpatrio, rendono faticosa la convivenza.
Non è insolito, in queste condizioni, che una “parola di troppo”, un gesto, una spinta fra connazionali o compagni di sventura possano sfociare in una rissa in piena regola. La tensione c’è. Come arma si può usare anche il collo di una bottiglia spezzata.
Così ha fatto Ali Aynale, 24 anni, somalo di provenienza, ospite del centro di accoglienza che ieri sera si è scagliato contro un suo connazionale procurandogli lesioni alla mano.
All’arrivo dei Carabinieri, immediatamente chiamati dai responsabili del Centro, ha dapprima tentato la fuga poi si è scagliato contro i militari ma bloccato e ammanettato è stato condotto al Comando di viale Tica e poi al Carcere di Cavadonna.
Dovrà rispondere di lesioni personali e resistenza a Pubblico Ufficiale, comparendo probabilmente già domani davanti al Tribunale aretuseo.
Il suo connazionale è stato accompagnato all’Ospedale dove, per le contusioni e ferite, ne avrà per dieci giorni.