“ Chi ha paura della democrazia, ha paura delle RSU – dichiara Roberto Alosi, Segretario Generale FLC CGIL – Si tratta di un gravissimo attacco al contratto e ai diritti di rappresentanza di cui si assumeranno la responsabilità, di fronte al lavoratori, le Organizzazioni Sindacali Cisl, Uil, Snals e Gilda, che l’ hanno firmato e condiviso”.
Il 4 giugno di quest’anno la FLC CGIL ha indetto le elezioni per le RSU scuola, per la prima volta, da sola.
Il 2 settembre, dopo due riunioni andate a vuoto, è stato sottoscritto all’ Aran da tutte le organizzazioni sindacali il protocollo per la definizione del calendario delle votazioni per il rinnovo delle RSU del comparto scuola e si comunica ufficialmente alle scuole l’avvio della procedura elettorale.
La settimana scorsa il Consiglio dei Ministri approva il decreto legislativo di attuazione della legge Brunetta e rinvia di un anno il voto di dicembre per il rinnovo delle RSU della scuola col consenso di tutte le organizzazioni sindacali, le stesse firmatarie dell’accordo del 2 settembre, ad eccezione della CGIL.
“Le Rappresentanze Sindacali Unitarie, evidentemente, sono considerate un ostacolo da chi vuole sottomettere il lavoro pubblico al controllo politico- continua Aloi – e da chi teme di perdere consenso tra i lavoratori. Si cerca di mettere il silenziatore ai lavoratori, sancendo l’impossibilità di votare i propri rappresentanti nelle sedi di lavoro e si porta un attacco inedito ed arrogante alla libertà di espressione democratica di chi opera nella scuola con la complicità di chi teme di mettere nelle mani dei lavoratori un criterio per valutare la rappresentatività di un sindacato.
Noi non ci stiamo e contrasteremo con una fortissima mobilitazione il diritto a una piena contrattazione e al voto democratico dei lavoratori della scuola. Ed è per questa ragione che, nel primo giorno utile, il 13 ottobre scorso, abbiamo comunque presentato le nostre liste RSU FLC CGIL nel 60% delle scuole della nostra provincia mettendo in campo 213 candidati, 432 sottoscrittori e 57 liste su un totale di 95 istituzioni scolastiche. Un esercito di docenti ed Ata che non hanno avuto dubbi su quello che andava fatto: difendere il ruolo e le funzioni delle Rappresentanze Sindacali Unitarie dal rischio concreto di uno scippo senza ritorno”.
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